A bagno nel Ticino fino alla cintola, scatta multa da 150 euro a Pavia
PAVIA. Si è immerso in acqua fino alla cintola per rinfrescarsi, senza accorgersi dei cartelli che glielo vietavano. Gli agenti della polizia locale lo hanno notato domenica pomeriggio vicino al ponte Coperto, sulla riva sinistra del Ticino, e lo hanno invitato a uscire dall’acqua: per un 41enne di origini senegalesi residente da anni a Pavia è scattata la sanzione di 150 euro per avere aggirato il divieto di balneazione. La multa (che l’uomo contesta) è solo l’ultima di quasi un mese di controlli, intensificati dopo che due persone, a metà giugno, erano stati soccorsi e salvati dopo un tuffo nel Ticino in cerca di refrigerio dalla calura estiva. In poche settimane sono state inflitte una quindicina di sanzioni. L’ultima, appunto, nel pomeriggio di domenica.
Cosa dice il regolamento
A vietare la balneazione nel Ticino è il regolamento di “Polizia urbana per il decoro della città e la sicurezza dei cittadini”, che all’articolo 67 dispone l’interdizione dei bagni «nei fiumi, nei torrenti, nei bacini e nei canali di irrigazione» e prevede per i trasgressori una multa di 150 euro. Il divieto è indicato da cartelli - in italiano ma anche altre lingue - collocati sulle rive del Ticino, proprio perché il fiume è frequentato d’estate da tante persone, non tutte a conoscenza dei pericoli e delle insidie che il Ticino nasconde. A metà giugno si sono verificati due episodi preoccupanti. Il primo ha riguardato una ragazza di 19 anni che voleva solo darsi una rinfrescata e invece, proprio all’altezza del ponte coperto, è scivolata ed è stata poi salvata da polizia locale e vigili del fuoco. Qualche giorno dopo ha rischiato di annegare un 43enne originario del Bangladesh. Era in compagnia di due amici quando si è tuffato all’altezza del all’altezza del Cus Pavia, in via Don Boschetti in zona Ticinello: l’uomo è stato risucchiato da un vortice e solo l’intervento tempestivo di alcuni vogatori del Cus e dei vigili del fuoco ha evitato il peggio. In tutte e due le situazioni i malcapitati sono stati salvati e poi multati. Gli episodi hanno fatto scattare controlli a tappeto delle rive del fiume.
Il ricorso
Domenica pomeriggio l’ultima multa. Il 41enne è arrivato in viale Lungoticino Sforza con la sua bicicletta e si è seduto su una panchina di cemento. Poi, quando il caldo è diventato insopportabile, si è immerso nell’acqua fino al bacino, per rinfrescarsi. Per gli agenti della locale non ha rispettato il divieto, ma l’uomo contesta la multa. Si è rivolto all’avvocato Fabrizio Gnocchi e ha presentato ricorso al sindaco Michele Lissia (trattandosi di un regolamento comunale). «Si è immesso nell’acqua sino al bacino senza nuotare e senza mai allontanarsi dalla riva del fiume – si legge nel ricorso –. Non ha nuotato, ma si è immerso solo per rinfrescarsi dalla calura».
Inoltre l’uomo, nel chiedere l’annullamento del verbale, ha dichiarato nel ricorso di «non avere visto il cartello di balneazione» e di essere a conoscenza dei rischi «e per questo non si è messo a nuotare nel fiume. Si scusa per l’accaduto e ribadisce che non stava nuotando, e che comunque intende rispettare le leggi della città».