Droga, smantellato un maxi traffico dal Sudamerica alla Calabria: 17 arresti e 4 irreperibili
ROMA. Cocaina purissima nascosta persino in chicchi di caffé, tre gruppi composti da broker, intermediari, mediatori con 'Il Clan del Golfo' e specialisti in conservazione della canapa, impegnati a cercare di far arrivare la droga dal Sudamerica alla Calabria e una regia, coordinata dalle cosche anche tramite affiliati che abitano in Colombia. Arrestato un 44enne che aveva trovato rifugio a Casorate Primo, due arresti anche in carcere a Voghera.
È di 17 persone arrestate e 4 ancora irreperibili il bilancio di un'operazione della polizia di Stato che ha smantellato un maxi traffico di droga internazionale. Gli agenti, più di 120 nei territori della provincia reggina di Platì e Siderno e nelle città di Milano, sono intervenuti alle prime luci dell'alba di giovedì. I 17 arrestati sono gravemente indiziati, a diverso titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, coltivazione di piantagioni di canapa indiana, lavorazione e commercializzazione di marijuana e detenzione illegale di armi comuni da sparo.
Oltre ai 17 arrestati sono coinvolti anche altre 4 persone al momento irreperibili. L'operazione 'Pratì', nata dall'indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta da Giuseppe Lombardo, ha riguardato tre differenti associazioni per delinquere: due quelle dedicate all'importazione dalla Colombia e dall'Ecuador di ingenti carichi di cocaina che veniva nascosta all'interno dei containers stipati sulle navi commerciali. Una terza, invece, specializzata nella coltivazione di piante di canapa indiana e nella commercializzazione all'ingrosso e al dettaglio della marijuana ricavata. A fare scattare le indagini il tentativo di importare dal Sudamerica un grande quantitativo di cocaina da parte di due soggetti di Mammola, ancora non identificati, e curata da due indagati già destinatari di misura cautelare nell'ambito dell'operazione 'Malea' perché appartenenti alla locale di 'ndrangheta con la carica di 'Capo Società' e Mastro di Giornata'. Le prime indagini avevano svelato come i due 'ndranghetisti fossero inseriti in un traffico internazionale di droga, uno, in qualità di broker incaricato dei contatti con i narcos colombiani e l'altro quale intermediario tra il broker e i committenti mammolesi. Secondo quanto emerso, sulle coste calabresi sarebbero dovuti arrivare 300 chili di cocaina che avrebbero fruttato, sulle piazze di spaccio, un giro d'affari superiore ai 30 milioni di euro. Secondo gli inquirenti la droga sarebbe dovuta arrivare a bordo delle navi che percorrono la rotta commerciale dalla Colombia alle coste italiane, nascosta ogni volta nei containers con modalità sempre diverse per eludere eventuali controlli. Per oltrepassare l'Oceano gli indagati hanno scatenato la loro fantasia. In un'occasione, ad esempio, gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti a intercettare la spedizione di un normalissimo pacco affidato a una società, del tutto estranea ai fatti, al cui interno c'era 1 chilo circa di cocaina purissima contenuta in chicchi di caffè. Il plico, con il coordinamento dell'Ufficio di Procura reggino, è stato poi sequestrato presso il centro di smistamento dell'Aeroporto di Ciampino a Roma. mdf/lca