Accordo Asl/To4-Bioindustry park per progetti di innovazione
Rita Cola / IVREA
Il Bioindustry park di Colleretto Giacosa è un polo di ricerca e innovazione riconosciuto a livello internazionale nel campo di scienze della vita. L’Asl/To4 è un’azienda sanitaria che, per dirla con le parole del direttore generale Luigi Vercellino «ha fame di innovazione».
Entrambi sono sul territorio. Nasce con questo presupposto l’accordo tra i due enti e, soprattutto, ha alcuni obiettivi e filoni da sviluppare sul quale un tavolo operativo sta già lavorando. In sintesi: l’obiettivo è studiare e sperimentare come l’intelligenza artificiale possa aiutare da un lato il lavoro dei medici e, dall’altro, come possa essere utile nei modelli organizzativi sui temi della presa in carico della cronicità e dell’appropriatezza prescrittiva. Basti dire che, a questo progetto condiviso, si è unita anche l’Asl Cuneo 2.
«La genesi di questo accordo – spiega Vercellino – va cercata facendo un salto indietro nel tempo di cinque anni». Vercellino, a quel tempo, era commissario dell’Asl/To4 e, in piena pandemia, aveva il compito di organizzare la campagna vaccinale contro il Covid. «Bioindustry park – ricorda – con l’amministratrice delegata Alberta Pasquero, ci aiutarono nello specifico prestandoci i frigoriferi per i vaccini. Parlando, però, mi piacque la visione di questa realtà che, attraverso il suo polo di innovazione, aiuta aziende che operano nelle scienze della vita a svilupparsi, accompagnandole nel loro percorso. Ed ora, quindi, tornando qui, abbiamo ripreso quel ragionamento». Precedentemente, già una decina di anni fa lAsl/To4 aveva avviato un accordo con il Bioindustry park su alcuni temi legati ad attività di laboratorio. Oggi, però, le esigenze sono cambiate. Vercellino sottolinea come una realtà come l’Asl/To4 abbia fame di innovazione. «Così è nata questa collaborazione in modo gratuito – continua –. Non c’è alcun impegno dell’ente pubblico a sviluppare strumenti particolari, ma abbiamo pensato a un progetto specifico, legato all’intelligenza artificiale». Premesso che oggi tutti parlano di intelligenza artificiale, il punto è come concretamente provare a far sì che questa rivoluzione potente ma in questo momento disordinata possa portare a percorsi concreti e chiari, che possano essere valutati correttamente ed efficacemente».
Così è iniziato un confronto. «In questo progetto siamo supportati dal dottor Pietro Presti, esperto di innovazione dal curriculum molto prestigioso. Abbiamo ristretto il campo e individuato i filoni di interesse. C’è già stato un primo momento di analisi e a breve definiremo quali sono le esigenze primarie della parte clinica e organizzativa, dove l’intelligenza artificiale può aiutarci a migliorare in modo innovativo ed efficace». La sede scelta come area di sperimentazione è quella di Ivrea anche se tutte le azioni del progetto, in Asl, avranno valenza aziendale. «Ivrea è la sede pilota perché c’è naturalmente un elemento di vicinanza – dice ancora Vercellino – ma perché è sempre stata un luogo di innovazione, dalla nascita del primo pc a quella, più recente, di Arduino». Detto quindi del campo da esplorare su come supportare l’attività medica su vari fronti e in varie discipline, Vercellino sottolinea il filone di azione che gli sta particolarmente a cuore: «A me interessa molto anche il processo e quindi vorrei sviluppare analisi sull’aiutare e indirizzare gli specialisti sull’appropriatezza prescrittiva e, altro fronte, sulla presa in carico della cronicità, un approfondimento che consenta la guida attiva nei confronti delle persone con patologie croniche». Il progetto, proprio per la sua valenza sperimentale e di ricerca, sarà anche oggetto di richieste di finanziamento al di fuori dei fondi del servizio sanitario nazionale.