Oggi esito sul tampone di Chiara Poggi, poi il confronto con gli altri Dna
GARLASCO. L’esito sul Dna trovato sul tampone di Chiara Poggi è atteso in giornata, quando dovrebbe arrivare la conferma o la smentita del profilo genetico isolato nella parte centrale della bocca della vittima, uccisa la mattina del 13 agosto 2007. La perita Denise Albani, che sta conducendo l’incidente probatorio con al centro appunto le analisi genetiche, ha deciso di eseguire un secondo test, una replica, sulla traccia trovata sul tampone e al momento non ancora attribuita. Più precisamente sul tampone sono stati individuati due profili, uno ignoto e l’altro frutto della contaminazione da parte dell’assistente del medico legale che eseguì l’autopsia. Il profilo ignoto presenta 22 marcatori. Se sarà confermato, il profilo sarà confrontato con il Dna dei tecnici e degli investigatori che hanno toccato il corpo, per escludere una eventuale contaminazione. Quindi si passerà a chi frequentava la casa e non sono quindi esclusi nemmeno gli amici del fratello della vittima nonché amici di Andrea Sempio, che resta l’unico indagato dell’inchiesta bis sul delitto.
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Gli amici dell’indagato
Sempio è indagato per concorso in omicidio con Alberto Stasi, il fidanzato della vittima già condannato a 16 anni di carcere per il delitto soggetti e quindi un’ipotesi investigativa (per ora nulla di più) è che il Dna ignoto potrebbe anche appartenere a un complice o comunque a una terza persona presente sulla scena del crimine. Al momento all’orizzonte non risulta esserci un prelievo a tappeto di Dna come fu per l’omicidio di Yara Gambirasio, ma la cerchia, se sarà esclusa la contaminazione, potrebbe essere più ristretta e i prelievi confinati, appunto, agli amici di Sempio e Marco Poggi. Intanto sulla traccia trovata sul tampone anche i consulenti delle parti coinvolte sono prudenti: se gli esperti della difesa di Stasi spingono per approfondire la natura del profilo, i consulenti della famiglia Poggi ritengono sia più verosimile l’ipotesi della contaminazione e non si aspettano indicazioni clamorose dalla traccia genetica. Così anche i consulenti della difesa di Sempio: per il generale Luciano Garofano, che durante le prime indagini era a capo dei Ris, la traccia non sarebbe rilevante, tanto che all’epoca non fu approfondita.
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Il video dell’autopsia
Ieri intanto l’autore della messa a disposizione in rete, a pagamento, delle immagini dell’autopsia di Chiara Poggi, l’ex poliziotto e blogger Gianluca Spina, ha preso posizione dopo il provvedimento del Garante, che ha disposto il blocco del link alle sue “masterclass”, video di cinque ore dove impartisce lezioni di criminologia. Il Garante ha annunciato sanzioni e avvertito i media sul divieto alla diffusione dei contenuti, che ledono «la dignità della vittima e dei suoi familiari».
Spina sui social spiega di non avere ricevuto alcun provvedimento «ma di avere comunque sospeso la disponibilità delle lezioni e di avere dato mandato ai suoi legali per chiarire il caso». Aggiunge di non avere «pubblicato nulla» precisando di avere in realtà «prodotto lezioni a pagamento private i cui partecipanti ricevono un link a una video registrazione, quando ho trattato queste foto le avrò mostrate una ventina di minuti. Quale privacy avrò violato? Sono foto agli atti di un processo che sta sulla bocca di tutti, quindi non ho mostrato delle foto intime, private, ma delle foto giudiziarie».