Eventi nei locali a Pavia, ora iter più veloce: «Così si agevola la buona movida»
PAVIA. Agevolare, con procedure più snelle e minor burocrazia, i bar e le associazioni che vogliono organizzare eventi musicali e di intrattenimento e, allo stesso tempo, isolare gli eccessi e i fenomeni di inciviltà. La giunta fa un passo concreto per provare a raggiungere l’equilibrio di una movida sana, per tenere insieme le esigenze di tutte le parti coinvolte, dei giovani che vogliono divertirsi, dei gestori dei locali e dei residenti che chiedono di poter riposare di notte. È il senso della delibera adottata alcuni giorni fa, con cui si danno indicazioni ai dirigenti degli uffici competenti di semplificare l’iter per le autorizzazioni, a cominciare dai tempi della risposta: oggi il gestore di un locale che vuole chiedere l’ok per una serata di musica o spettacolo dal vivo può attendere anche fino a 30 giorni per sapere se la sua richiesta è approvata. «L’indicazione agli uffici è di accorciare i tempi e snellire le procedure, spesso complesse, aiutando i gestori a orientarsi – spiega l’assessore alla Sicurezza Rodolfo Faldini –. Questo per agevolare le forme di intrattenimento che non sconfinano in eccessi».
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Quali eventi
Ma quali sono gli eventi che potrebbe essere più facile organizzare? Nel documento della giunta si parla di musica dal vivo (ma sono esclusi i dj set o i concerti veri e propri) e «altre ar ti», come gli spettacoli teatrali o poetry slam, una forma di competizione poetica che si combina con il teatro. Eventi organizzati dai gestori di esercizi pubblici, quindi bar e locali, ma anche da associazioni. «Ad esempio i centri anziani – spiega la vice sindaca Alice Moggi –. I bar in generale hanno maggiori vincoli anche se le norme consentono, entro certi limiti, attività complementari alla somministrazione di bevande e alimenti. L’obiettivo di questa delibera di indirizzo è superare la confusione e la complessità delle procedure per chi vuole organizzare iniziative nel rispetto delle regole di civiltà. L’idea di fondo è che i piccoli eventi organizzati da esercizi commerciali o associazioni possano promuovere una movida buona, nel rispetto delle regole». Si tratta di un primo passo perché un regolamento vero e proprio per i locali ancora non c’è.
Una vecchia delibera
«Al momento – spiega Faldini – c’è ancora una vecchia delibera dell’amministrazione Depaoli, che consente deroghe, tra le 22 e le 24, ai locali per superare l’impatto acustico. Ogni locale ha diritto a dieci deroghe, ma se fosse applicato per tutti i locali del centro allora non si vivrebbe più. L’impegno della giunta è di arrivare, nei prossimi mesi, a un regolamento che sostituisca questa delibera. La decisione adottata nei giorni scorsi dalla giunta è un primo passo, anche rispetto alle indicazioni date dal Ministero e quindi dalla prefettura, sulla necessità di trovare un equilibrio tra le diverse esigenze e far rispettare le regole. Ci stiamo lavorando con le associazioni di categoria».
Il tavolo sulla movida
«Come Ascom partecipiamo al tavolo istituito sul tema – spiega Luca Manenti, direttore dell’associazione commercianti –. Un tema su cui noi siamo in prima linea e che è molto complesso, perché ha sensibilità differenti. Pavia è una città universitaria, con una popolazione studentesca di 27mila studenti, giovani quindi che vogliono che vogliono vivere la città e che cercano lo svago. Si tratta di trovare un compromesso tra queste esigenze, e quindi quelle dei gestori, e la necessità del riposo per i cittadini».
Manenti spiega che «la normativa per i locali è complessa e ogni autorizzazione a organizzare un certo evento dipende dalla tipologia dell’evento e dal locale, quindi ben venga la semplificazione». In generale, aggiunge Manenti, «si parla di malamovida anche quando i locali non c’entrano ed è un problema di ordine pubblico».