La Ue propone nuove tasse per finanziare il prossimo bilancio: nel mirino tabacco, imprese, emissioni di carbonio e rifiuti tech
Il rimborso del debito contratto per finanziare i 421 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto del Next Generation Eu, insieme all’incremento senza precedenti dei fondi che la Commissione Ue ritiene vadano destinati alla difesa, mette enorme pressione sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034. Occorre fare cassa, senza scontentare gli Stati membri aumentando i contributi nazionali. Così, nella proposta faticosamente ufficializzata mercoledì, tra i malumori della stessa maggioranza che sostiene Ursula von der Leyen, il collegio dei commissari ha inserito cinque nuove risorse proprie che vadano ad affiancare quelle già esistenti, come i dazi doganali e una quota di Iva. Tradotto: nuove tasse.
Confermati i contenuti delle bozze circolate nelle ultime settimane: Bruxelles intende colpire di più il tabacco, i rifiuti elettronici non riciclati e le imprese, con una nuova “corporate resource for Europe“. In più ripropone di aggiungere alla lista una parte dei proventi del sistema Ets per lo scambio delle quote di emissione e della nuova carbon tax alla frontiera. Mentre ha deciso di fare marcia indietro rispetto all’ipotesi di varare una tassa comunitaria sui colossi del digitale che avrebbe scontentato Donald Trump.
Il maggior gettito, in media 15 miliardi l’anno, è atteso da una nuova risorsa legata alla quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche non riciclate, che avrebbe anche l’obiettivo di ridurre i rifiuti e migliorare i sistemi di raccolta. Segue, con 11,2 miliardi di ricavi annui ipotizzati, la discussa nuova aliquota su tabacco, sigari e sigarette elettroniche – coordinata con la revisione della direttiva sulle accise sul tabacco, che dovrà aggiornare i livelli minimi e ampliare il campo di applicazione a nuovi prodotti – che dovrebbe essere applicata da tutti gli Stati membri per poi girare i proventi alla Ue.
Il sistema di scambio delle emissioni (Ets) dovrebbe garantire invece 9,6 miliardi l’anno. È stata cassata l’ipotesi di varare un Ets2 che avrebbe colpito le emissioni legate a trasporti su strada ed edifici, quindi le entrate arriveranno solo dall’Ets1 già in vigore, che riguarda le imprese inquinanti. Altri 1,4 si spera di ottenerli dal Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), la tassa sull’anidride carbonica incorporata o emessa per la produzione di beni importati in Europa, introdotta per evitare distorsioni della concorrenza a favore dei gruppi che hanno sede in Paesi con legislazioni più permissive. Da notare che entrambe le richieste erano state presentate già nel 2020, insieme all’ipotesi di una imposta sulle transazioni finanziarie, ma non se n’è fatto nulla causa divisioni tra i Ventisette.
Ulteriori 6,8 miliardi dovrebbero pagarli, secondo la Commissione, tutte le aziende europee e le multinazionali con sedi in Ue che abbiano un fatturato annuo minimo di 50 milioni di euro. Il contributo sarebbe un importo fisso annuale differenziato in base al fatturato dell’azienda.
Articolo in aggiornamento
L'articolo La Ue propone nuove tasse per finanziare il prossimo bilancio: nel mirino tabacco, imprese, emissioni di carbonio e rifiuti tech proviene da Il Fatto Quotidiano.