Soldi sottratti ad anziani e fragili: risarcimenti impossibili
PAVIA. La procura aveva stimato un danno di 1,8 milioni di euro, soldi sottratti a decine di anziani e persone fragili di cui era amministratore di sostegno. Ma di questa cifra sono state recuperate solo piccole somme, attraverso il pignoramento della pensione di Sergio Contrini, 70 anni, ex assessore ai Servizi sociali del Comune di Pavia condannato a dieci anni e quattro mesi di carcere per peculato, nonostante i risarcimenti decisi dai giudici.
Per le 40 parti offese, quindi, sono rimaste di fatto solo le briciole: il patrimonio di Contrini, esaminato da un perito, si è rivelato del tutto insufficiente. A disposizione per i risarcimenti c’erano alcuni quadri, bottiglie di vino, monili in oro (pochi) e anche un Rolex, che però si è rivelato falso.
La vicenda giudiziaria
Contrini, che è stato anche presidente dell’Azienda servizi alla persona, era finito sotto inchiesta (l’indagine era stata coordinata dal magistrato Andrea Zanoncelli) per avere dilapidato il patrimonio di decine di anziani e fragili di cui era amministratore di sostegno. Erano state individuate 40 persone (20 si erano costituite parte civile nel processo) e stimato un danno di 1,8 milioni di euro. Soldi di cui si è persa traccia. Per l’accusa di peculato Contrini era stato prima indagato e poi arrestato nel 2021 e infine condannato in due gradi di giudizio senza ricorrere in Cassazione. Si trova ancora in carcere.
I giudici di Milano avevano ribadito nella sentenza di secondo grado la «gravità dei fatti addebitati al Contrini» e ripercorso le parole del giudice di primo grado Luigi Riganti, che aveva parlato di «spoliazione sistematica del patrimonio degli amministrati, interdetti e inabilitati, attuata attraverso migliaia di prelievi ingiustificati, al solo fine di disporre per sé stesso, del patrimonio delle persone a lui affidate».
Le cause civili
Delle 40 parti offese solo una decina aveva avviato cause civili per ottenere quanto stabilito dai giudici. Altri ci avevano quasi subito rinunciato: molti sono anziani soli, con scarse disponibilità economiche gestite da amministratori di sostegno. Nei mesi scorsi due vittime avevano ottenuto il pignoramento della pensione di Contrini, anche se solo per una cifra di circa 210 euro al mese. A disposizione dei risarcimenti erano rimasti i beni confiscati a Contrini: un perito ha dovuto stimarli, per capire se potessero essere utilizzati per coprire il danno, almeno in parte. Ma si sono rivelati insufficienti: i quadri, i gioielli e le bottiglie di vino non sono bastati per il risarcimento. Si sperava di ottenere qualcosa da un orologio Rolex all’apparenza di un certo valore, ma alla fine si è scoperto che era falso. A questi beni sono stati aggiunti anche gli immobili messi a disposizione dall’altro imputato, l’amico Douglas Di Modica, che aveva patteggiato 4 anni e 6 mesi. Di Modica aveva messo a disposizione due case con box a Milano e l’attività di un ristorante. Beni, però, gravati da mutui.
L’interdizione legale
Contrini, che si trova in carcere a Bollate, è stato interdetto legalmente: in ragione della condanna per peculato ricevuta (superiore ai cinque anni) non ha più «la capacità di agire» sugli atti di natura patrimoniale, quindi su tutto ciò che riguarda la gestione dei suoi beni (di fatto la sua pensione, visto che dopo la confisca della casa Contrini risulta nullatenente). Dopo un anno e mezzo dal suo arresto era stato trasferito da Torre del Gallo al carcere di Bergamo per incompatibilità ambientale. Questo per il ruolo nella società ricoperto in passato, anche tra i detenuti, e la rete di conoscenze che aveva mantenuto in carcere anche dopo la sua vicenda giudiziaria.