Farmacista travolta e uccisa: condanna a 2 anni per omicidio stradale
VIGEVANO. Una condanna a 2 anni (pena sospesa) per omicidio stradale e risarcimenti provvisionali per 480mila euro in tutto a sei parenti. Questa la decisione di primo grado della giudice Giulia Eleonora Aresini per il processo carico di Barbara Bertoja, 53enne vigevanese, accusata di essere alla guida dell’auto che travolse e uccise la farmacista in pensione Flavia Mischiatti, 71 anni, nel giugno 2022 in viale dei Mille.
Inoltre la giudice ha trasmesso alla procura un atto per possibile falsa testimonianza relativamente ad un testimone citato dalla difesa che avrebbe fornito una versione diversa dell’incidente. «Una sentenza che ci delude, ora attendiamo le motivazioni» spiega Furio Suvilla, avvocato dell’imputata.
Sei parenti della vittima erano parte civile con gli avvocati Pietro e Alberto Giorgis, Clara Fazzi, Domenica Farinella e Maria Laura Andreucci. Le parti civili hanno accolto con favore la sentenza che ha accolto in pieno la richiesta della pm Rita Soleri (aveva chiesto 2 anni), spiegando che questa sentenza significa che il tribunale ha accolto la ricostruzione dell’incidente proposta dalle parti civili e dall’accusa. Mentre la difesa di Bertoja aveva chiesto l’assoluzione.
Nel corso delle varie udienze del processo sono emerse due versioni dell’incidente, che contrastano tra loro. L’incidente si era verificato al mattino intorno alle 11 del 12 giugno. Il suv, un Kia Sorento, con il semaforo verde si era immesso su viale dei Mille provenendo da via Vallere. La vittima era stata investita mentre attraversava la strada dopo avere fatto la spesa (con sé aveva due borse) e per lei non c’era stato niente da fare.
Alla fine il tribunale monocratico ha accolto la tesi accusatoria arrivando alla condanna. Nello specifico i risarcimenti saranno di 90mila euro ciascuno per i tre fratelli della vittima e di 70mila euro per altri tre parenti che erano parte civile nel procedimento. Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate nell’arco dei prossimi 2-3 mesi. Non è da escludere che dopo il deposito delle motivazioni possa esserci un ricorso in appello da parte della difesa dell’unica imputata. —