Sul passo dello Stelvio in quasi 3 ore: l’impresa di Doneda in monociclo
PAVIA. Tiberio Doneda ce l’ha fatta: il pavese ha raggiunto il Passo dello Stelvio in monociclo nel tempo di 2h48’56 durante la manifestazione “Re Stelvio Mapei”.
Tibia, come è soprannominato Tiberio, ha 28 anni e ha iniziato ad andare in monociclo all'età di circa 8-9 anni e da circa 20 pratica questa disciplina. In bici rappresenta un’impresa affrontare ventun chilometri, 1533 metri di dislivello positivo e 36 tornanti che da Bormio portano al Passo dello Stelvio, 2763 metri d'altitudine, in monociclo lo è ancora di più.
«Sveglia alle 6.30 – ricorda Tiberio Doneda ricostruiendo l’inizio dell’impresa – per una ricca colazione con qualche ora di anticipo sulla partenza prevista per le 9.30. Arrivati sul posto conosco un signore che avrebbe gareggiato con una bicicletta ellittica, in sua compagnia ci dirigiamo verso la linea di partenza». Arrivati sul posto inizia a piovere in maniera sempre più copiosa e molti atleti non sembrano convinti di partire. Prima prendono il via le e-bike, poi i podisti.
«Io evengo inserito nel cicloraduno Memorial Aldo Sassi e parto insieme agli ultimi - siamo 730 e molti non si capacitano di vedermi partire in sella al mio monociclo che per alcuni è un mezzo sconosciuto».
Il gruppo procede compatto verso il tornante 38 dove comincia la salita. «Iniziare subito in salita non è una delle cose che preferisco – sottolinea Tiberio – i primi 5/6km sono tutti praticamente dritti, finalmente le gambe iniziano a scaldarsi e il respiro si regolarizza. Siamo già al primo ristoro, riempio la borraccia e via si inizia a fare i primi tornanti, sono duri ma si prosegue senza mollare e si va su verso le gallerie. Eccomi al secondo ristoro».
La ripartenza è a testa bassa fino al tornante 26 dove si arriva con una salita piuttosto lunga e ripida, pausa brevissima e si riparte.
«Durante il percorso – prosegue – ho scambiato qualche parola con altri partecipanti, tutti increduli di vedermi lì con una ruota sola. La fatica continua, non sarebbe stato male guardare il panorama, ma si vede a malapena la strada». Al terzo ristoro Tiberio risponde anche alle domande per una breve intervista perché i giornalisti sono incuriositi dalla partecipazione di un atleta in monociclo su un percorso così impervio. Si riparte, verso il falsopiano che porterà sotto agli ultimi tornanti. «Falsopiano magari in moto, ma in monociclo è pur sempre una bella salita – chiude Doneda – sono arrivato oltre i due terzi del percorso, all'altezza del Sacrario Militare dello Stelvio, ultimo ristoro prima di affrontare la parte più faticosa. Gli ultimi tornanti sembrano sempre piu ripidi, le gambe vorrebbero arrendersi ma devo resistere. Ultimo grande sforzo per tagliare il traguardo. Salita bellissima e complessa, probabilmente parteciperó ancora l'anno prossimo per migliorare il mio personale. La prossima sfida? Pavia-Roma in monociclo». —
Maurizio Scorbati