Controlli sulla peste suina: non ci sono più tracce di cinghiali infetti
PAVIA. Entra in vigore oggi la nuova ordinanza, firmata dal commissario straordinario per la peste suina, Giovanni Filippini. Il provvedimento continua a mantenere alta l’asticella sulla sorveglianza epidemiologica, conferma la necessità di proseguire con le azioni di contrasto alla Psa, ma rimodula alcune delle misure previste in quello precedente, tenendo conto dell’evoluzione della malattia. In tutto 27 pagine in cui si ribadisce che l’eradicazione della malattia passa dal depopolamento dei cinghiali, dal loro contenimento nelle zone soggette a restrizione attraverso il rafforzamento di barriere stradali e autostradali e dalla creazione di una zona bianca di 10 chilometri dove questi ungulati non dovranno essere presenti. Oltre ai continui controlli negli allevamenti suinicoli dove si deve proseguire con la verifica delle misure di biosicurezza.
Azioni in una stagione, quella estiva, che è la più delicata per la diffusione del virus, anche in vista dell’intenzione del commissario di portare a Bruxelles, tra settembre e ottobre, la richiesta di rivedere le zone di restrizione. I prossimi mesi saranno quindi cruciali per il futuro del comparto suinicolo in una provincia dove l’ultimo focolaio domestico risale allo scorso settembre e dove la presenza dei cinghiali è passata da 7 per un chilometro quadrato nel giugno 2023 a meno di uno (0,76) a giugno 2025, risultato che è frutto del lavoro della polizia provinciale guidata dal comandante Cristian Blora. Agenti che, con l’aiuto dei selecontrollori e degli Ambiti di caccia, continuano a monitorare l’intero territorio dove, ormai da tempo, non si stanno più avvistando cinghiali.
Sempre la polizia provinciale da due settimane, con il supporto dei cani molecolari, sta passando al setaccio quadranti di territorio di un chilometro quadrato ciascuno per cercare carcasse. Si è iniziato dalla zona est della provincia per poi proseguire fino al confine con la Città metropolitana di Milano. Da Pieve Porto Morone a S. Cristina, da Torre de’ Negri a Landriano e Vidigulfo. Finora l’esito è stato negativo. Se dalle ricerche continuerà a risultare l’assenza di carcasse, Regione e governo potranno chiedere alla Commissione europea di eliminare la zona di restrizione III, penalizzante per gli allevamenti suinicoli. La nuova ordinanza insiste anche sulla collaborazione con Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) per incrementare, con l’aiuto dei cani molecolari, la ricerca di resti e carcasse.
Stefania Prato