Schiaffi alla figlia adolescente per i brutti voti, condannato
GARLASCO. Due schiaffi violenti al volto, dopo l’ennesimo brutto voto a scuola. Un episodio costato la condanna a un papà di 45 anni di Pavia, accusato di lesioni nei confronti della figlia adolescente. La Procura aveva chiesto un anno e 8 mesi, ma il giudice Luigi Riganti ieri, al termine del giudizio in abbreviato, ha deciso per una pena di un anno e 4 mesi, assolvendo il genitore dall’altra contestazione di maltrattamenti. Le motivazioni saranno note solo fra 90 giorni, ma il giudice ha ritenuto provato solo il singolo episodio e non l’accusa di violenze continuate. L’uomo era difeso dall’avvocata Maria Teresa Zampogna.
La testimonianza della figlia
Era stata la madre della giovane a denunciarlo e la ragazza, sentita in modalità protetta, aveva confermato quell’episodio e parlato anche di altre sfuriate del padre rispetto ad altri suoi comportamenti, come il fatto di passare tanto tempo sui social e le richieste di «mettere la testa a posto». Scenate che, secondo la iniziale contestazione della Procura, avevano travalicato i confini di una educazione solo troppo severa per trasformarsi in vere e proprie violenze. La ragazza aveva 14 anni all’epoca dei fatti, che risalgono al 2023.
Gli schiaffi
Il capo di imputazione si concentra sull’episodio degli schiaffi, che sarebbe avvenuto quando la ragazza, oggi iscritta a un istituto superiore di Pavia, faceva la terza media. Per tutelare la minore si omettono i dettagli che potrebbero portare a una sua identificazione. Si sa, comunque, che la famiglia vive a Pavia, anche se i genitori sono separati. Il caso giudiziario si inserisce in un rapporto conflittuale tra il padre e la ragazza. Un conflitto che si aggrava durante l’adolescenza. Alle medie la giovane comincia ad avere problemi di rendimento scolastico. Il padre interviene per spingere la figlia a comportarsi meglio e a perdere meno tempo con gli amici e sui social, dove peraltro compaiono dei video che il genitore ritiene inadeguati per una ragazza di quell’età. I rapporti sono sempre più tesi e un giorno, secondo la denuncia presentata dalla madre della giovane, il padre supera i limiti. Durante un incontro con la ragazza scoppia una discussione pesante e volano gli schiaffi.
La denuncia
L’adolescente torna a casa e la madre si accorge subito che qualcosa non va: la figlia è scossa e ha dei segni evidenti sul volto. Scatta la denuncia, che fa partire l’indagine. La ragazza viene sentita con lo strumento dell’incidente probatorio (un modo per congelare un elemento di prova, come una testimonianza, in vista del processo): conferma l’episodio e le sfuriate continue del genitore. La pm Giuliana Rizza chiede il processo per lesioni e maltrattamenti, ma la seconda accusa non regge al vaglio del processo.