Dazi di Trump in arrivo, da Pavia parte l’appello: «Trattare a oltranza»
PAVIA. Trattare, trattare, e poi ancora trattare: è la strada maestra che il presidente della Camera di commercio di Mantova, Cremona e Pavia Gian Domenico Auricchio indica per limitare l’impatto dei dazi annunciati dal presidente Donald Trump sulle esportazioni negli Stati Uniti di prodotti stranieri e quindi anche made in Italy e made in Pavia.
Impatto che potrebbe essere gravissimo, grave o solo pesante a seconda dell’aliquota che verrà imposta: l’ultima cifra annunciata dal presidente Usa Trump è del 30% da applicare a partire dal primo agosto: sia per la percentuale che per la data di scadenza, però, resta un margine di incertezza visto che l’inquilino della Casa Bianca ha cambiato le cifre e spostato le date più di una volta negli ultimi mesi. E poi perché le trattative, sia livello di Unione europea che a livello di patti bilaterali Italia-Usa sono ancora in corso.
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Spazi di manovra
Le trattative, appunto: sulla necessità di non demordere (e anzi di spingere sull’acceleratore) in questa direzione mette l’accento il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio.
«Trattare, trattare, trattare – ripete con convinzione Auricchio –. È necessario trovare un punto di intesa con gli Stati Uniti che, da sempre, sono in qualche modo un Paese fratello dell’Italia: dal piano Marshall che nell’immediato dopoguerra ha salvato la nostra economia, fino agli anni più recenti».
Il presidente Trump ha annunciato come imminente l’applicazione di dazi commerciali all’Unione europea senza citare i singoli Stati: la trattative, quindi, dovrebbe essere a livelli di Unione europea o bilaterale tra Italia e Stati Uniti? «Ovviamente la trattativa deve partire a livello di Unione – risponde Auricchio – ma è encomiabile anche lo sforzo che sta facendo l’Italia per dialogare con gli Stati Uniti e anche questa è una strada da percorrere».
Le cifre
La preoccupazione per l’impatto dei dazi Usa sull’economia della provincia di Pavia è grande anche in considerazione del peso che ha l’export sul Pil del territorio.
Nel report sull’economia pavese elaborato dall’ufficio studi di Assolombarda (presentato all’inizio del mese nell’assemblea provinciale dell’associazione alla Fedegari di Albuzzano) la voce più positiva è proprio quella relativa all’export, in crescita del 3% rispetto a una media regionale dello 0.6%.
L’export nel 2024 ha raggiunto il record storico di 4,6 miliardi di euro, con una crescita del +3%, superiore sia alla media lombarda (+0,6%) che a quella italiana (-0,4%). I settori trainanti sono stati la meccanica (+12,6%) e la farmaceutica (+12,4%), che insieme rappresentano oltre il 40% dell’export pavese. Nonostante il calo registrato nel primo trimestre 2025, l’export si conferma come il comparto più dinamico e competitivo del territorio.
Allarme anche per l’incertezza
L’imposizione di dazi alti danneggerebbe l’export, ma i primi effetti della politica protezionistica Usa si stanno già facendo sentire.
«L’incertezza è il peggior nemico delle imprese – aveva avvertito nell’assemblea territoriale il presidente della sede pavese di Assolobarda Tommaso Rossini –. Nell’incertezza si fermano gli investimenti e senza investimenti l’economia soffre».
Nel 2024, la persistente debolezza della domanda globale e la stagnazione europea hanno pesato in modo particolare sull’economia pavese comportando un appiattimento della crescita della provincia. Il Pil di Pavia nel 2024 è rimasto invariato (+0,0%) e si stima per il 2025 una ripresa moderata (+0,5%), sostenuta dal comparto dei servizi e dal ritorno dei consumi, in linea con l’andamento lombardo. La produzione manifatturiera ha visto un nuovo calo nel 2024 (-1,5%) e una diminuzione a inizio del 2025 (-2,9%, rispetto al primo trim. 2024).