Febbre del Nilo trovate in provincia le prime zanzare infettate dal virus
/ Pavia
In provincia di Pavia scatta anche nel 2025 l’allerta per il West Nile Virus, dopo che le prime zanzare infette dell’estate in Lomellina e nella zona di Pavia. Si tratta dei primi segnali concreti della circolazione del virus sul territorio pavese, anche se, al momento, non risultano casi umani confermati. Casi che invece ci sono già nel resto d’Italia con 5 contagi, gli ultimi in provincia di Latina.
Le zanzare positive al virus sono state intercettate nell’ambito del monitoraggio regionale effettuato con trappole fisse posizionate in vari punti della Lomellina e del Pavese, sotto il coordinamento della Regione Lombardia e dell’istituto Zooprofilattico.
test sulle donazioni di sangue
Nonostante l’assenza di contagi tra le persone, la presenza del virus nelle zanzare impone l’adozione immediata di misure di prevenzione. Il Centro nazionale sangue ha disposto che chiunque abbia soggiornato anche solo una notte in provincia di Pavia, o in altre province del nord e centro Italia coinvolte nella circolazione virale, debba sottoporsi a test prima di donare il sangue, oppure astenersi per almeno 28 giorni. «Le donazioni restano sicure e fondamentali, come sottolinea anche il presidente provinciale dell’Avis, Roberto Bonacina -. È importante continuare a donare anche in estate, periodo in cui c’è molto bisogno di sangue».
«Il sistema di controllo delle donazioni e della presenza di questi virus funziona in maniera ottimale e quindi la donazione è sicura - spiega la direttrice sanitaria di Avis provinciale di Pavia e anche dall’Avis regionale -. Non c’è più bisogno di fermare i donatori, perché i test sul West Nile vengo fatti in maniera automatica sul sangue donato da chi ha soggiornato nelle zone a rischio, tra cui ci sono già le province di Pavia e Lodi, si tratta di test che garantiscono una sicurezza massima. Così anche il ricevente del sangue donato ha la garanzia non di contrarre il West Nile. Anche d’estate quindi la donazione di sangue è quanto mai sicura».
virus non passa da uomo a uomo
Nel frattempo, il virus torna a farsi sentire anche a livello nazionale. Secondo l’ultimo bollettino dell’istituto superiore di sanità, aggiornato al 16 luglio, in Italia sono stati confermati cinque casi umani di infezione da West Nile Virus.
Quattro di questi hanno avuto forma neuroinvasiva, una in Piemonte, una in Emilia-Romagna e due nel Lazio, mentre in Veneto è stato registrato un caso febbrile. La febbre del Nilo Occidentale non si trasmette da persona a persona, fatta eccezione per i rarissimi casi legati a trasfusioni di sangue infetto. Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi, ma circa il 20% delle persone può sviluppare manifestazioni leggere come febbre, mal di testa e stanchezza. Le forme più gravi, che colpiscono meno dell’1% degli infetti, possono causare danni neurologici permanenti, encefalite e, in rari casi, anche la morte. Il virus può infettare anche uccelli e cavalli, che spesso fungono da indicatori precoci della sua presenza sul territorio.