Ivrea, minoranza all’attacco su San Lorenzo: dalla piazzetta della Fiorana fino al nuovo Tigros
IVREA. Il quartiere San Lorenzo di Ivrea al centro del dibattito in consiglio comunale di giovedì 17 luglio. Attraverso una mozione presentata dalla minoranza, si punta il dito su diversi problemi verso i quali, secondo l’opposizione, non si farebbe abbastanza: uno stato di degrado e imbruttimento generale, con un intervento da circa 100mila euro, la piazzetta di fronte alla Fiorana, giudicato un flop. A questo si va ad aggiungere la costruzione del supermercato Tigros al posto dell’edificio ex Enel, maldigerito dai residenti, trattato a parte in apposita interpellanza generale.
Mozione nata dai cittadini
«Questa mozione è stata costruita attraverso le osservazioni che noi consiglieri raccogliamo direttamente dai cittadini – commenta la consigliera di minoranza Elisabetto Piccoli –. Continuiamo ad avere forti perplessità riguardo lo spazio di fronte alla Fiorana: costato circa 100mila euro, siamo andati a vedere di pomeriggio e c’era il deserto per il troppo caldo. Andava fatto dove ci sono i parcheggi. La piantumazione tanto decantata è avvenuta, ma le piante devono crescere e per ora di ombra non ne fanno. Sarebbe poi utile delimitare meglio la strada, altrimenti le famiglie non si fidano a far giocare lì i bambini. Infine c’è la questione del degrado, con diversi episodi segnalati di spaccio e persone che urinano e addirittura defecano per strada, aumentando l’insicurezza».
A rispondere è la consigliera di maggioranza Vanessa Vidano: «Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire la mobilità sostenibile istituendo una zona 30 di fronte alla scuola elementare – spiega –. Un progetto portato in Regione come esempio di progettualità positiva, perché condiviso con la scuola e bambini. Sicuramente si può ragionare sulla delimitazione del passaggio auto, e le piante devono ancora crescere per fare ombra, anche se le vernici utilizzate sono fatte apposta per assorbire i particolati e i colori scelti mitigano le isole di calore, come fatto in tanti altri Comuni. Ma non si può dire che non sia apprezzato: è ovvio che di pomeriggio in estate non ci sia nessuno, ma le assicuro che la sera è pieno di famiglie e bambini, così tanti che abbiamo avuto le prime lamentele per gli schiamazzi». Addirittura, aggiunge l’assessora ai quartieri Gabriella Colosso, nella zona starebbe per nascere un nuovo patto di collaborazione con gli abitanti dell’area, per prendersi cura della piazzetta.
La questione del Tigros
Ma se la discussione sulla mozione rimane sul piano politico, venendo infine bocciata con 12 astenuti e 3 favorevoli, il seguente dibattito sul supermercato Tigros si sposta sul piano tecnico, cosi come l’interpellanza che lo introduce: il documento sostiene infatti come, per la costruzione del supermercato, si sarebbe proceduto senza consultare nessuno: «Il Pec (Piano Esecutivo Convenzionato), unico strumento urbanistico disponibile per intervenire in un’area come quella dell’ex Enel, avrebbe dovuto essere pubblicato, ma ciò non è mai avvenuto - sottolinea Piccoli -. Le osservazioni dell’Ufficio tecnico, sull’impatto negativo che quel tipo di struttura aveva sulla zona sia come punto di vista del quartiere e dell'anfiteatro. Questo particolare viene ripreso anche nel Prg approvato, che avrebbe dato l’opportunità, se ben gestito, di bocciare questo intervento. Si dà la colpa al piano regolatore precedente solo perché non si sa a che santo appellarsi».
«Il Pec non poteva essere utilizzato, e a fronte di un ricorso al Tar il dirigente ha annullato il diniego in autotutela – controbatte l’assessora all’urbanistica Francesco Comotto –. Quel diniego si basava sul vecchio Prg, il nuovo fugava ogni dubbio. Se si fosse voluto evitare questa operazione, bastava fare un altro Prg. Sentire certe affermazioni da chi ha governato cinque anni lascia perplessi».
«La pratica è di luglio 2023, noi ci siamo insediati lo stesso anno – ripercorre in chiusura il sindaco Matteo Chiantore –. Eravamo alle prese con i Pnrr, e abbiamo avuto notizia del caso solo con il ricorso al Tar. In quel momento abbiamo chiesto un parere e il legale ci ha detto che avremmo perso. Con il nuovo Prg poi la sconfitta era certa». lorenzo zaccagnini