Giunta, il ritorno della Lega a Vigevano: Segù e Motta sono in bilico
VIGEVANO. Non chiamatelo rimpasto. Il primo cittadino Andrea Ceffa, nelle ore antecedenti al consiglio di giovedì (in cui ha comunicato l’intenzione di ricandidarsi per le prossime amministrative del 2026), ha deciso che preferisce chiamarlo «riassetto». Ma, prima o poi, le mani sulla giunta verranno messe. D’altronde, quando è nata la cosiddetta giunta Segù (nel periodo trascorso da Ceffa agli arresti domiciliari in cui la vice ha svolto le funzioni di sindaco) e la Lega ha scelto di appoggiare esternamente l’amministrazione, era già stato deciso così: tornato Ceffa, la Lega sarebbe rientrata in giunta. E inevitabilmente qualcuno dovrà cedere il posto.
BALLETTO DI NOMI
Le principali indiziate a uscire dall’esecutivo sono proprio la vicesindaca Marzia Segù e la “tecnica” Paola Roberta Motta. Per due donne che escono, ammesso che sarà davvero così, devono entrarne altrettante (Nunziata Alessandrino è la favorita per la carica di vicesindaca, ma c’è anche la lunga esperienza di Brunella Avalle).
Difficile poi che si tocchi Silvana Pillera, che è diventata assessore con un accordo tra Forza Italia e Lega e ha molteplici estimatori. Una cosa è certa: chi concluderà il mandato dovrà rimboccarsi le maniche e il primo a dirlo è proprio Andrea Ceffa. «Al di là delle deleghe – conclude il sindaco –, da qua alle elezioni voglio affiancare l’assessore Nicola Scardillo sul tema della sicurezza, che reputo importantissimo». Parole che “blindano” anche l’esponente di Fratelli d’Italia, nonostante le continue richieste di dimissioni che arrivano dall’opposizione. Sulla necessità di trovare nuovi equilibri, Ceffa si richiama al patto di coalizione. «Mi risulta – spiega il sindaco – che tutti i partiti fossero d’accordo. Sarà l’ultima configurazione, quella che ci permetterà di arrivare a fine mandato, e sarà legata agli equilibri politici in consiglio». Ma i tempi non saranno quelli immediati che magari qualcuno in città sperava.
«Non siamo mai stati convocati a un incontro formale, almeno finora – spiega il capogruppo in consiglio comunale di Noi Moderati, Alessandro Rubino –. Non ci sono state attività né a livello provinciale né comunale». Una tesi sposata anche dalla segretaria provinciale Daniela Bio che inoltre smentisce di voler fare l’assessore («il problema non esiste perché non si pone la questione di un mio ingresso in giunta»). Anche Forza Italia sta alla finestra: «Sono in ferie e leggo – commenta il segretario cittadino Marco Demarziani –, ma non ho ancora parlato con nessuno». Fratelli d’Italia sa che non è interessata da questi movimenti: «Non ne siamo toccati direttamente – spiega Paolo Iozzi –. Abbiamo già chiarito mesi fa che i nostri assessori non verranno toccati».
Il partito del primo cittadino, la Lega, sa comunque che sarà chiamata a un ritorno in giunta, ma lascia «piena autonomia alle scelte del sindaco», dicendolo con le parole del segretario cittadino e consigliere regionale Andrea Sala .oliviero dellerba