Non esiste, non è agli atti, e non verrà mai discusso alcun ordine del giorno a firma Fabio Rampelli in merito a presunti aumenti degli stipendi dei deputati né tanto meno al ripristino dei cosiddetti vitalizi. Ad accendere la miccia ancora una volta i 5Stelle in cerca di riflettori e consensi perduti. Alla levata di scudi di alcuni deputati contiani contro la presunta volontà di FdI di equiparare gli stipendi dei parlamentari di Camera e Senato e di rispolverare i vitalizi risponde il diretto interessato prima in Aula poi con un video diffuso sui canali social.
Vitalizi, Rampelli: accuse e bugie di un gruppo di straccioni
“Un gruppo di straccioni – dice il vicepresidente della Canera nel video – mi accusa di aver presentato un ordine del giorno in cui chiedo il ritorno ai vitalizi e di aumentare di mille euro al mese l’indennità parlamentare. Non c’è nulla di più falso perché quell’ordine del giorno non è mai esistito”. In aula Rampelli rispedisce al mittente il racconto 5Stelle. E chiarisce che la proposta, per altro mai formalizzata proprio per evitare le strumentalizzazioni dei professionisti dell’anticasta, riguardava non i parlamentari ma il trattamento dei dipendenti (dirigenti, archivisti, bibliotecari).
Non esiste nessun ordine del giorno di cui parlano i 5Stelle
“Non esiste all’interno del bilancio Camera un atto a mia firma per reintrodurre i vitalizi”, dice Rampelli che nel suo intervento ricorda ai 5Stelle che la loro abolizione è avvenuta per decisione di una maggioranza di centrodestra quando il M5S non era politicamente ancora nato. Inutile che agitiate pezzi di carta che sono a fascicolo”, incalza il parlamentare di Fratelli d’Italia. “Quello che invece ho fatto e rivendico è difendere il personale della Camera. Una volta vinti i concorsi che la Camera bandisce rispetto al Senato in modo spropositata per via dei pensionamenti, i neo assunti quando possono vanno nelle altre amministrazioni perché sono meglio retribuite. Per decenni a causa del populismo imperante la Camera si stava autodistruggendo. Tanto che il presidente Fico – continua Rampelli – è stato costretto a indire nuovi concorsi perché non poteva addirittura garantire l’apertura della Camera. Cari colleghi, noi non possiamo continuare a fare il centro di smistamento della migliore classe dirigente nelle altre amministrazioni. Non è tollerabile”.
Obiettivo: migliorare le condizioni dei dipendenti di Montecitorio
Di fronte all’escalation di speculazioni con la circolazione di foto false Rampelli in aula rispedisce al mittente lo sciacallaggio. “L’ordine del giorno di cui parla solo chi non ha altri argomenti non esiste. Non si può dire neppure che sia stato ritirato – spiega – perché non è mai comparso negli atti ufficiali. Avevo proposto informalmente di lavorare per equiparare gli istituti di Camera e Senato. Per difendere la nostra amministrazione e i suoi dipendenti. Avevo anche tentato, per rassicurare ‘gli hooligans’ dell’anticasta, di esplicitare dalla bozza informale del testo l’esclusione di parlamentari ed ex parlamentari. Ma proprio per evitare le strumentalizzazioni che si stanno manifestando il mio ordine del giorno non è mai stato depositato, non esiste”.
Infine il vicepresidente della Camera ricorda all’aula di Montecitorio che quando il Senato si è espresso per il ripristino del vitalizio è stato un senatore 5Stelle a votare a favore. “La battaglia contro i vitalizi fu iniziata con il presidente Fini e rinnovata di legislatura in legislatura. All’epoca i deputati, me incluso, votarono contro i loro interessi, contro i loro vitalizi, non in astratto”. E i “grillini” non erano ancora nati.
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