Ponte di Bressana, sbarre per difendere i sensi unici: i camionisti chiedono di poter passare
Bressana. «A settembre via libera ai mezzi pesanti sul ponte di Bressana o per il nostro settore sarà un disastro»: è la richiesta che si sta facendo assillante degli autotrasportatori pavesi alle prese con il lungo stop che durerà fino al giugno 2026. Intanto a Bressana e a Mezzana Corti, agli imbocchi stradali dalle rotonde prima del ponte, sono state sistemate sbarre e semaforo come è avvenuto sul ponte della Becca.
Blocco severo
Ma a differenza di quanto accade alla Becca, accanto alle sbarre c’è anche un furgone, ulteriore barriera deterrente per chi cerchi di sfondare il blocco (come è accaduto a Mezzanino). La sbarra sarà giù e il semaforo rosso al mattino per chi arriva da Pavia, al pomeriggio da Voghera: di notte fino al 10 agosto chiusa in entrambi le direzioni. Nel caso debbano passare mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, è allertata la centrale operativa di Rfi: a quel punto viene bloccato il transito opposto a quello dei mezzi coinvolti. Comunque sia, è stop senza deroghe per i mezzi pesanti. Dazio che il mondo degli autotrasportatori fatica a digerire.
«Disco verde anche per noi»
«Non abbiamo ottenuto risarcimenti, nessuna agevolazione o sconto per i ticket autistradali. A questo punto a settembre si permetta ai Tir di passare sul ponte così, come avviene per auto e furgoni»: a ribadirlo è Fiorino Pezzano, referente del settore autotrasporti per Cna Pavia. «L’abbiamo chiesto nell’incontro del 22 luglio – dice –, convocato un giorno dopo il via alla nuova viabilità. Continueremo a chiederlo in vista della possibile revisione del piano da parte del comitato tecnico. Da settembre, con la riapertura delle scuole, il caos aumenterà. Senza contare i costi di viaggio che stanno crescendo in modo insostenibile». I mezzi pesanti sono costretti a passare da Belgioioso (per il passaggio sul ponte di Spessa) o sull’A7: più traffico e più costi.
Ministro sotto pressione
Sulla chiusura del ponte della Bressana la deputata Pd Antonella Forattini chiama in causa il ministro dei Trasporti Matteo Salvini con un’interrogazione. «I lavori sul ponte con la chiusura del collegamento ferroviario sta generando forti criticità, soprattutto tra Pavia e Voghera, con pesanti ricadute anche sulla circolazione dei treni a lunga percorrenza e interregionali sulla Genova-Milano – denuncia Forattini –. Agli eventi critici si somma una gestione complicata del servizio sostitutivo e della prenotazione dei biglietti, con tempi di percorrenza arrivati fino a 12 ore per un viaggio di andata e ritorno sulla tratta Genova-Milano». Nell’interrogazione, la deputata dem chiede al ministro di attivarsi in raccordo con Piemonte Lombardia, Rfi e Trenord, per nuove misure .F.g.