Carrefour ceduta all’italiana NewPrinces In Canavese 12 market per 300 addetti
Ivrea
Segnali di schiarita sui cieli Carrefour. A far ben sperare è la notizia ufficializzata nel tardo pomeriggio di ieri: Carrefour passa di mano all’italiana NewPrinces (ex Newlat). Il gruppo, guidato da Angelo Mastrolia, ha firmato un’intesa vincolante per acquisire dalla catena francese il 100% del capitale di Carrefour Italia sulla base di una valutazione di un miliardo di euro. Con l’acquisizione di Carrefour Italia, NewPrinces diventa il secondo gruppo Italiano alimentare per fatturato e il primo in termini occupazionali con 13.000 operatori diretti nel Paese e più di 18.000 nel mondo. L’operazione porta oltre 1.000 punti vendita Carrefour sotto il controllo di NewPrinces, che potrà così disporre pure di una rete di distribuzione proprietaria (anche) per i suoi prodotti.
Nell'ambito dell'operazione, Carrefour reinvestirà quale contributo una tantum 237,5 milioni di euro in Carrefour Italia a sostegno del rilancio industriale e della continuità operativa; NewPrinces si impegna a investire al closing 200 milioni di euro, destinati a iniziative di sviluppo, innovazione logistica e rinnovamento del brand; gli investimenti complessivi previsti ammontano quindi a 437,5 milioni di euro, finalizzati alla valorizzazione al rilancio della rete e al rafforzamento della competitività sul mercato. «Con questa operazione, compiamo un passo decisivo verso l’integrazione verticale tra produzione e distribuzione, rafforzando la nostra capacità di generare valore lungo l’intera filiera», ha sottolineato Mastrolia. «Abbiamo scelto di investire con determinazione in un asset strategico per l’Italia, con l’obiettivo di rilanciare una rete capillare e di valorizzare al massimo le sinergie tra retail e industria».
Tra supermercati a gestione diretta e affidati in franchising tre anni fa (i Market e gli Express), in Canavese Carrefour è presente con 12 punti vendita e circa 300 lavoratori. Ivrea conta un Express in via Pavetti e un Market in franchising in via Circonvallazione, e sul confine con Burolo vede presente dagli anni 90 l’ipermercato Carrefour dei 122 addetti, numero limato negli anni di decine di unità a causa di una crisi dei fatturati segnata da una sequenza di casse integrazioni e di dichiarazioni di esuberi di personale, fino alle ultime sei fuoriuscite volontarie andate a compimento in questi mesi per effetto dell’ennesimo ridimensionamento di organico. Altri mini Carrefour se ne trovano a Montalto, Locana, Valperga, Montalenghe. E poi a Volpiano, Montanaro, Cuorgnè, Chivasso con un mini iper e un Express.
Nato a Salerno nel 1964, Angelo Mastrolia è a capo di un impero italiano del settore alimentare, un gruppo multimarca esito di un’intensa campagna di acquisizioni. Nel 2008 rilevò la Giglio dal crack Parmalat per il prezzo simbolico di un euro. A maggio 2024 l’acquisto dell’inglese Princes Limited per 830 milioni di euro e il cambio di nome da Newlat a NewPrince. L’imprenditore ha appena riportato in Italia Plasmon, acquisendola da Kraft Heinz per 120 milioni, mentre a giugno si è aperto al mercato degli alcolici comprando da Diageo lo storico stabilimento ex Cinzano nella provincia di Cuneo. In questo senso, la notizia del suo arrivo sembra tracciare orizzonti più rassicuranti. Sino a ieri mattina, il quadro Carrefour tratteggiava una situazione ingessata nell’incertezza.
Le voci di disimpegno di Carrefour in tutta Italia hanno prodotto tre incontri con i sindacati di categoria, nel corso dei quali l’azienda non aveva dato nessuna risposta, l’ultimo solo lunedì scorso. A seguito del quale, anche nei Carrefour del Canavese, era stato dichiarato lo stato di agitazione, con i sindacati nella facoltà di indire lo sciopero da un momento all’altro. Intanto, era partita la richiesta di un ulteriore incontro a Roma, davanti al Mit. «Non ho mai colto tra i lavoratori di Carrefour la paura raggelante che mi arriva in questi giorni», ha spiegato giovedì mattina Marilena Rocco di Fisascat Cisl Torino Canavese.
In Piemonte è emblematica la crisi degli iper del Torinese che il Canavese ha vissuto con Burolo.
Le organizzazioni sindacali, che hanno già richiesto incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, solleciteranno la convocazione di tutte le parti interessate. “La priorità - dichiarano le tre sigle - sarà verificare il piano di rilancio e la salvaguardia del perimetro occupazionale di tutte le unità produttive sede compresa, della rete franchising e degli appalti, così come sarà importante valutare la qualità del piano di rilancio”.