Convivium, domani al tramonto del sole tavoli apparecchiati per tutti a Golferenzo
GOLFERENZO. Nato come un’occasione per promuovere le eccellenze gastronomiche del territorio, il Convivium di Golferenzo è diventato con gli anni un appuntamento di primissimo piano, richiamando migliaia di visitatori nel piccolo borgo delle colline oltrepadane, dove i cortili, o meglio bisognerebbe dire le corti, si trasformano in ristoranti a cielo aperto.
L’appuntamento è per lunedì sera, al calar del sole. «L’idea è nata nel 2009 – spiega Monia Scabini, presidente dell’associazione Saxbere, che organizza la manifestazione – quando abbiamo costituito l’associazione, composta da persone del paese, con l'intento di farlo conoscere. Siamo partiti con il Saxbere, l’appuntamento tradizionale del mese di giugno, poi due anni dopo, quindi nel 2011, abbiamo ideato il Convivium. Lo scopo è la promozione del territorio, quindi alla prima manifestazione partecipano i produttori locali di vini, mentre alla seconda i ristoranti della zona con i relativi vini in abbinamento ai piatti. L’altra caratteristica è che si svolge all’interno dei cortili. Abbiamo 14 ristoranti che sono pronti a mettere in tavola migliaia di piatti, con un forte incremento rispetto agli anni scorsi».
Infatti si è assistito ad una crescita della partecipazione sia degli espositori di vino che dei ristoranti, ma soprattutto di coloro che salgono a Golferenzo per assaggiare le specialità: «Certamente gestire l’afflusso sempre maggiore non è semplice – continua Monia Scabini – ci vuole tanto impegno, ma ci teniamo perché le presenze sempre numerose ci regalano grande soddisfazione. Basti pensare che il centro storico conta appena sette residenti ed in totale Golferenzo ne conta 150, quindi questo fa capire come per noi sia certamente impegnativo, tanto che appena finita questa edizione, da martedì penseremo già alla prossima. Come i grandi eventi, anche Convivium va programmato nei dettagli anno per anno, magari provando a migliorarlo ulteriormente, alzando il tiro, perchè c’è voglia di fare sempre meglio».
L’associazione guarda al futuro: «Siamo attualmente una decina di volontari, esattamente come agli inizi – continua Scabini – in questi anni ci sono stati dei cambiamenti, qualcuno è uscito, qualcuno è entrato. Andiamo dai ventenni sino ai sessantenni e oltre. È bello che ci siamo dei giovani che potranno portare avanti questa tradizione e che ci tengono a dare una mano per far conoscere il borgo».
L’obiettivo si diceva è la promozione del territorio: «I vini ovviamente sono quelli della zona e così pure i piatti che proponiamo sono legati alle tradizioni dell’Oltrepo. Anche se ci sono poi ristoranti che invece portano in tavola piatti un po’ più elaborati che comunque sono sempre legati alle nostre terre. Restano i punti fermi come i ravioli o la battuta, ma si guarda anche all’innovazione perché alcuni chef hanno deciso di proporre qualche menù un po’ alternativo, con novità interessanti ma che, lo ripeto, devono sempre rispecchiare le peculiarità di Golferenzo. Da questo punto di vista sono felice perché vedo l’impegno massimo dei ristoratori, che hanno preso a cuore questa manifestazione».