Rivarolo, l’Istituto Santissima Annunziata perde titolo paritario e ricorre al Tar
RIVAROLO CANAVESE. Ricorso al Tar e una lettera alle famiglie per spiegare la situazione in cui l’Istituto Santissima Annunziata di Rivarolo si è venuto a trovare dopo la revoca dello status di scuola paritaria da parte di Regione Piemonte. Una situazione che ha, prima di tutto, un forte impatto economico per l’istituzione scolastica e, secondariamente, mette in difficoltà famiglie e studenti che qui avevano intrapreso il percorso di studi.
Lo status di scuola paritaria prevede importanti contributi regionali che concorrono alla sostenibilità economica dell’istituto in maniera determinante. La direzione dell’istituto, tuttavia, nella lettera inviata alle famiglie, rassicura che, anche se la revoca diventasse definitiva, sarà fatto tutto il possibile per continuare a garantire l’attuale offerta formativa. La situazione, però, ha destato preoccupazione e nel corso del consiglio comunale di mercoledì sera ha tenuto banco con molti interventi. «Due settimane fa, la scuola ha ricevuto dall’ufficio regionale la revoca del titolo di scuola paritaria – spiega il sindaco Martino Zucco Chinà –. Per quanto riguarda il tema politico, a mio avviso, la priorità immediata è garantire alle famiglie che le lezioni si svolgeranno regolarmente a settembre. Un altro aspetto importante riguarda il futuro: ci chiediamo se, negli anni successivi, l’istituto potrà continuare a garantire la parità o se, di fatto, diventerà una scuola privata, con tutte le ripercussioni sulle rette e sulla sostenibilità. Il Comune, fin dal 1997, ha stipulato una convenzione con l’istituto, limitatamente alla scuola dell’infanzia, per sostenere economicamente questa attività, che all’epoca serviva a coprire i posti necessari in città, in assenza di sufficienti posti negli asili pubblici. Oggi, però, molte cose sono cambiate e anche se il contributo comunale è sempre stato presente, la valutazione è che, se la parità venisse meno e si decidesse di continuare a sostenere solo l’attività dell’infanzia, tali risorse non sarebbero più sufficienti a garantire la sostenibilità dell’intero istituto. Per noi non si tratta di un tema politico legato ai 20-30 mila euro annui destinati all’istituto, ma del futuro stesso di questa scuola, della sua governance e della possibilità di coinvolgere nuovi investitori. È in gioco la garanzia dell’esistenza di un’istituzione che ha fatto la storia dell’istruzione rivarolese, anche nel lungo periodo. Almeno nel breve termine, vogliamo garantire la continuità per il prossimo anno scolastico, e durante questo periodo sarà fondamentale sanare le criticità, sempre che il Tar conceda la sospensiva, come riteniamo sia piuttosto probabile».
Una preoccupazione condivisa da Helen Ghirmu, capogruppo di Energie per Rivarolo: «Abbiamo chiesto quali sarebbero state le azioni del Comune perché sono molte le famiglie degli studenti dell’istituto ad essere preoccupate per il futuro. Abbiamo chiesto cosa si potrebbe fare e quanto sarebbe disposto il Comune ad intervenire anche economicamente a supporto dell’istituto, sia che torni ad essere paritaria e sia, nel malaugurato caso, che venga revocata tale qualifica». Sul piano pratico, nei prossimi giorni, i vertici dell’Istituto convocheranno un incontro con le famiglie per dissipare, per quanto possibile, ogni preoccupazione, in attesa di saperne di più dal Tar. —