Terre d’Oltrepo: «La Cantina non può fare la vendemmia». Lettera-appello del collegio sindacale
Broni. «Ad oggi Terre non è in grado di affrontare la vendemmia. Serve subito un’immissione di capitale per salvare la Cantina». È un quadro a tinte molto fosche quello delineato dai collegi sindacali (dimissionari) di Terre d’Oltrepo Scapa (la cooperativa) e Terre d’Oltrepo Spa, rimasti in carica per l’ordinaria amministrazione dopo le dimissioni dell’amministrazione Callegari e la rinuncia dell’incarico da parte del Cda (appoggiato da Regione, Confcooperative e associazioni agricole) eletto nell’assemblea dell’11 luglio.
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Al limite
Alla vigilia della scadenza dei termini per la presentazione delle candidature (martedì 29 luglio a mezzogiorno, ma fino a lunedì pomeriggio non erano state presentate liste) per il rinnovo del Cda, in vista della nuova assemblea dei soci, convocata l’8 e 9 agosto, per provare a dare una guida alla cantina sociale, i collegi sindacali hanno scritto una lettera alle istituzioni (ministeri dell’Agricoltura e delle Imprese, presidente della Regione Lombardia e assessorato regionale all’Agricoltura, presidente della Provincia, Confcooperative, sindacati e sindaci di Casteggio, Broni e Stradella, dove si trovano gli stabilimenti del gruppo) «per rinnovare la nostra preoccupazione in relazione alla situazione finanziaria e di governance delle due società».
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«Allo stato attuale delle risorse disponibili le Cantine di Broni e Casteggio non sono in grado di aprire gli impianti, non potendo procedere alle necessarie manutenzioni, e quindi non possono ricevere i conferimenti dei soci della imminente vendemmia 2025 – l'allarme dei revisori –. I fornitori da coinvolgere per le operazioni di manutenzione hanno tutti un rilevante pregresso e non sono disponibili a ulteriori esposizioni. Constatiamo purtroppo che al momento le istituzioni competenti sono totalmente assenti e apparentemente disinteressate alla prevedibile e forse attesa chiusura delle cantine».
Per questo, i collegi sperano che nell’assemblea dei soci della cooperativa, convocata l’8 e 9 agosto, «si provveda alla nomina di un consiglio di amministrazione che prenda in mano seriamente la situazione».
«Le banche stanno revocando i fidi, i clienti non stanno pagando e i fornitori stanno inviando decreti ingiuntivi», aggiungono.
E non mancano di bacchettare il Cda, eletto l’11 luglio e rimasto in carica una settimana, prima di rinunciare all’incarico: «La procedura di composizione negoziata della crisi d'impresa, deliberata con tempestività il 4 e 5 giugno e avviata coerentemente il 7 luglio, ha subito rallentamenti a causa dei comportamenti del neoeletto Cda, dimissionario dopo pochi giorni dalla nomina, sostenuto oltre che dalle associazioni di categoria anche da Confcooperative e dalla stessa Regione Lombardia», l’affondo dei revisori. A fronte di questa situazione, secondo i collegi sindacali, «solo una immissione di capitale può salvare le cantine e gli effetti sui soci e il territorio – concludono nella missiva alle istituzioni –. Lasciamo alle vostre responsabilità e coscienze le valutazioni finali e le relative soluzioni».
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Il vice presidente del Senato Centinaio: «Via subito al commissariamento»
«Il governo nomini subito un commissario per Terre d’Oltrepo e per mettere in sicurezza l’ormai prossima vendemmia». Il vicepresidente del Senato, Gianmarco Centinaio, chiede l’intervento del governo per trovare una soluzione, esterna al territorio, alla crisi della Cantina di Broni. «La situazione del gruppo Terre d’Oltrepo è tale che, a mio giudizio, solo un rapido commissariamento, affidato a una personalità esterna al territorio, potrà consentire ai soci produttori di mettere in sicurezza la vendemmia – commenta Centinaio –. Mi auguro che il governo agisca presto».
Una nuova assemblea, alla ricerca di un nuovo Cda, non risolverebbe nulla, secondo il senatore leghista.
«È il momento che tutti prendano atto della condizione di crisi in corso, senza ricercare soluzioni alternative di scarsa efficacia – aggiunge –. Salviamo il salvabile per questa stagione, poi arriverà il momento di valutare errori e responsabilità del gruppo dirigente, ciascuno per quanto di propria competenza».
Un momento delicatissimo non solo per Terre d’Oltrepo, ma per l’intero territorio, in cui, come ribadisce Centinaio, l’azione delle istituzioni va sostenuta: «Le istituzioni potranno accompagnare questo percorso di risanamento, nel rispetto dell’autonomia che è propria di una società a capitale privato. Criticare chi rappresenta lo Stato per questa situazione, è inopportuno e ingiustificato, e non aiuterà a superare le difficoltà», conclude il senatore pavese.
Il Pd chiama Lollobrigida: interrogazione alla Camera
Cosa intende fare il ministero per sostenere e tutelare Terre d’Oltrepo? Lo chiede con un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, la deputata lombarda del Partito Democratico Antonella Forattini, interpellata dai dem provinciali, che si stanno interessando al problema.
«A seguito della grave crisi in atto alla cantina sociale, rimasta senza guida dopo la rinuncia all’incarico del Cda, eletto nell’assemblea dei soci dell’11 luglio, è in atto una deriva speculativa sulle uve in Oltrepo – sottolinea Forattini –. La situazione di incertezza e l’assenza di una governance, infatti, stanno costringendo molti soci a conferire e vendere le proprie uve sul mercato con trattative individuali e con condizioni al ribasso, aprendo la strada a dinamiche speculative che potrebbero provocare una pericolosa contrazione dei prezzi a danno di tutto il comparto vitivinicolo». A tutto questo si aggiunge il mancato saldo dei pagamenti delle uve dello scorso anno.
Nell’interpellanza, la cui discussione non è stata ancora calendarizzata, la deputata dem rilancia poi le proposte già avanzate dal dipartimento Agricoltura del Pd provinciale: dichiarazione dello stato di crisi di settore nei Comuni del bacino di riferimento della Cantina; favorire azioni legali per tutelare le aziende che subiscono danni o pressioni commerciali scorrette; risorse a favore delle aziende per gestire la crisi di liquidità; esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, sospensione del pagamento delle imposte e del versamento dell'Iva sui crediti bloccati. «Solo una immissione di capitale e provvedimenti a sostegno dei viticoltori possono salvare le cantine e contenere gli effetti che questa crisi sta avendo sui soci di Terre d’Oltrepo», conclude la deputata del Pd. —