Area ex Necchi, il Comune detta le condizioni per riqualificare
PAVIA. Da un lato la bonifica, che dopo la rimozione dell’amianto e il piano di caratterizzazione (costati 12 milioni di euro) proseguirà con la pulizia delle terre e delle acque dai veleni. Dall’altro il piano per il nuovo quartiere, con residenze, uno studentato, un hotel, uffici, negozi di vicinato e strutture commerciali che sorgeranno sull’area dismessa da 112mila metri quadri. Sono i due fronti che compongono il progetto di recupero dell’ex Necchi, un intervento da 200 milioni di euro che sta per fare un altro passo avanti. A settembre la società Supernova, proprietaria dell’area, incontrerà l’amministrazione comunale per raccogliere i pareri della giunta e dei capigruppo, con l’obiettivo di arrivare a definire il masterplan, ovvero il documento strategico che porterà al progetto definitivo. Il Comune, in sostanza, dirà la sua, dettando le proprie condizioni: aree verdi ampie e fruibili, edifici costruiti in modo sostenibile, a ridotte emissioni, secondo il principio dell’efficienza energetica (con pannelli fotovoltaici sui tetti), parti da dedicare all’edilizia residenziale sociale. «Un percorso che coinvolgerà la maggioranza», spiega il sindaco Michele Lissia.
Il nodo viabilità
«Vogliamo discutere di interventi che rispondano alle linee di indirizzo del Pgt, che danno già indicazioni precise sul consumo di suolo zero, sulle percentuali di aree verdi e sull’housing sociale – spiega Lissia –. In generale vogliamo capire come il masterplan risponderà alla nostra visione di città». Tra i nodi critici c’è quello della viabilità della zona: a servizio dell’area dovrebbe essere realizzata la stazione della linea ferroviaria S13 che collega Pavia a Milano con tempi da metropolitana e si sta discutendo dell’ipotesi di realizzare una bretella a servizio del quartiere, che correrà parallela a via Olevano. «Sulla viabilità serviranno studi sul traffico per valutare come quella parte di città sarà connessa alle altre ma anche con il fuori città», dice Lissia. L’ultima parola, comunque, sugli interventi spetterà al Consiglio comunale.
Le aree verdi
Tra le indicazioni che detterà il Comune ci sono quelle che riguardano il verde.
«L’indicazione è avere almeno il 35% di verde filtrante sull’intera area, per avere un’alta permeabilità del suolo – spiega l’assessore Lorenzo Goppa –. Inoltre la nostra proposta è di prevedere le piantumazioni prima dell’avvio dei lavori e la realizzazione di aree verdi davvero fruibili, quindi non con essenze basse ma con alberi già adulti». L’assessore elenca poi altre tre condizioni: «La presenza di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici ed eventualmente sui parcheggi, l’adesione alla futura comunità energetica rinnovabile pavese, sia per abbattere le emissioni ma anche immettere energia in rete per i consumatori dislocati in altri punti della città. E infine, avere edifici carbon neutral, cioè progettati per ridurre al minimo le emissioni, ad esempio usando materiali sostenibili nella costruzione. Da qui la possibilità di ottenere la certificazione Leed, che è uno standard internazionale per la progettazione e costruzione degli edifici sostenibili e ad alta efficienza energetica».
La bonifica
Sul fronte della bonifica la società ha concluso l’intervento di rimozione dell’amianto dai tetti degli edifici e il piano di caratterizzazione, cioè l’analisi degli inquinanti nell’area, che ha confermato la presenza di idrocarburi, metalli pesanti, terre di fonderia e solventi. La società sta lavorando al progetto operativo di bonifica (Pob), il piano che darà i dettagli per la bonifica di suolo e acqua. «Dal punto di vista ambientale questo è il nostro primo obiettivo: risanare tutta l’area – dice l’assessore Goppa –. Il masterplan definirà le destinazioni d’uso tenendo conto dei valori soglia degli inquinanti».
Gli altri interventi – Per l’ex Neca c’è già la firma della convenzione urbanistica
A Pavia è in corso o è previsto il recupero di importanti aree ex industriali che dovrebbero ospitare nuove residenze. Le principali sono l’ex Neca, a ridosso dello scalo Ferroviario e l’ex Necchi, lungo via Repubblica, tra la linea ferroviaria il corso del Naviglio. Una volta ultimato il processo di rigenerazione dovrebbero ospitare poco meno di 2mila persone. Il progetto in fase più avanzata è sicuramente quello della ex Neca. Poche settimane fa il Comune e la società Reda Sgr hanno firmato la convenzione urbanistica che è il passaggio preliminare necessario per avviare i lavori di costruzione, dopo una bonifica che è durata più di dieci anni ed è costata quasi 11 milioni di euro. In quest’area il progetto prevede l’insediamento di 450 nuovi abitanti. Il residenziale, tuttavia, non è l’unica finalità prevista nel piano di rigenerazione di un nuovo quartiere che si chiamerà “Una Pavia”. L’area ospiterà anche uno studentato, moltissimo verde pubblico, parcheggi e aree espositive. Molto più estesa, quasi 10 ettari, è invece la ex Necchi, sulla quale si sta lavorando per realizzare un insediamento che, in omaggio a un modello storico di macchina per cucire, si chiamerà “Supernova”. In questo caso la parte residenziale prevede 1.450 nuovi abitanti, oltre a una quota di commerciale, terziario e attività produttive.
Progetto mai frenato dall’indagine di Trento che ha toccato i fondatori
Il progetto di recupero dell’ex Necchi non ha subito freni dall’inchiesta giudiziaria che, lo scorso dicembre, portò agli arresti, tra gli altri dei fondatori dirigenti di Supernova, Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti. Al vertice della società specializzata in rigenerazione urbana, che a Pavia si è aggiudicata il progetto dell’area ex Necchi e anche dell’ex Santa Margherita, c’è oggi l’amministratore Riccardo Ricci.
L’inchiesta va avanti ma i due indagati sono tornati da mesi in libertà e poche settimane fa la Corte di Cassazione ha anche annullato anche il sequestro di computer, documentazione e telefonini di Signoretti, come chiesto dagli avvocati Giovanni Rambaldi e Stefano Mengoni. Il materiale, secondo la Cassazione, sarebbe stato quindi acquisito in modo eccessivo e non sufficientemente motivato, senza che venissero definiti criteri precisi di selezione dei dati da analizzare.
L’ex amministratore e il commercialista Hager erano rimasti coinvolti nell’inchiesta di Trento (che aveva portato agli arresti 9 persone), che ipotizza affari tra politica e pubblica amministrazione sul condizionamento di alcuni importanti appalti in Trentino Alto Adige. Nell’inchiesta è entrato anche l’intervento di recupero dell’ex ospedale geriatrico Santa Margherita a Pavia, destinato a trasformarsi in residenze di lusso: al centro degli accertamenti della Finanza c’è l’asta attraverso la quale Signoretti e Hager si aggiudicano, a settembre 2020, l’immobile per 3,7 milioni. Si ipotizza la turbativa d’asta. Le indagini devono ancora essere chiuse. —