Servono più medici, l’Università aumenta i posti per le matricole
PAVIA. L’università ha aumentato del 10 per cento i posti al primo anno di Medicina, dando seguito alle indicazioni ministeriali: saranno 429 rispetto ai 390 dell’ultimo anno accademico. Nel frattempo si sono chiuse le iscrizioni al semestre filtro, la nuova formula che sostituisce il test di Medicina e con tre esami scritti da sostenere al termine del ciclo di lezioni obbligatorie, che iniziano il primo settembre. A Pavia si sono iscritti in 1.366 (di cui 99 candidati odontoiatri): un posto ogni tre candidati circa, proporzione analoga a quella del 2024 quando, per 390 posti, si presentarono in 1.078 alla prova selettiva. «Abbiamo deliberato un aumento dei posti del 10 per cento» anticipa Cristina Tassorelli, preside della facoltà di Medicina.
La crescita negli anni
Non è il primo anno che l’università aumenta il numero di posti per i candidati medici e, di recente, è accaduto almeno due volte: prima nel 2021 (quando si è passati da 279 a 300 posti) e poi nel 2023, quando fu deciso un incremento del 30 per cento (da 300 a 390) su richiesta del ministero dell’Università che da tempo sta incrementando il numero degli iscritti a Medicina così da tamponare – in prospettiva – le carenze di organico negli ospedali, in parte dovute alla programmazione dei decenni scorsi.
L’ulteriore aumento fino a 429 posti, invece, è stato approvato dal senato accademico durante la seduta di qualche giorno fa. Questa la platea di studenti che la facoltà di Medicina può accogliere, una volta che avranno superato il semestre filtro.
Negli ultimi mesi, l’università ha lavorato per riorganizzare la didattica in modo tale da accogliere un numero superiore di studenti rispetto al solito, visto che la riforma di accesso a Medicina prevede che gli studenti seguano le lezioni con obbligo di frequenza. La decisione è ricaduta su un sistema misto: lezioni in aula per circa 900 candidati, gli altri potranno seguire le lezioni online grazie al portale per la didattica a distanza che era già stato attivato ai tempi della pandemia Covid, che impose pesanti restrizioni alle attività in presenza.
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Stando a quanto spiegato da Tassorelli, circa 700 studenti hanno deciso – in fase di iscrizione – di seguire i corsi in aula, gli altri (magari residenti in altre province) hanno scelto la didattica a distanza. «Più o meno metà dei candidati seguirà i corsi in presenza – spiega la preside di Facoltà – per gli altri verrà attivato il sistema di didattica a distanza utilizzato durante il periodo Covid, che avrà un sistema per rilevare la presenza dello studente». Il 20 agosto, gli iscritti al semestre filtro riceveranno un questionario d’ateneo per confermare la modalità di frequenza alle lezioni, che cominciano il primo settembre e saranno registrate per favorire lo studio.
Sei ore di lezione
La riforma dell’accesso a Medicina prevede che i candidati seguano le lezioni di tre materie da 6 crediti ognuna: Fisica, Biologia, Chimica-propedeutica biochimica. Al termine del ciclo di lezioni, gli aspiranti dovranno sostenere un esame scritto per ogni insegnamento, uguale per tutti gli atenei. Tutti e tre andranno svolti in un’unica giornata e in simultanea con gli altri atenei italiani, ma gli studenti avranno a disposizione due appelli: le date sono il 20 novembre e il 10 dicembre 2025, e per ogni materia si dovrà rispondere a 31 domande in 45 minuti. «Stiamo strutturando una bozza di programma che prevede sei ore di lezione al giorno a settembre – aggiunge Tassorelli – e cinque a ottobre, di cui una dedicata al tutoraggio in vista degli esami».
Il punteggio dei tre esami (per essere promossi serve almeno 18 in ogni prova) sarà inserito in graduatoria nazionale per l’ingresso a Medicina nella sede indicata o in una di quelle di seconda scelta: dovrebbe uscire il 12 gennaio e, nel caso in cui i voti non bastino per entrare, è possibile iscriversi a uno dei corsi affini indicati in fase di compilazione della domanda: scienze biologiche, farmacia e professioni sanitarie sono alcuni di questi.