Carrefour-Gs, timori per i franchising
Ivrea
«In principio erano contenti, si capisce, arrivano da anni sindacalmente sfibranti. È adesso che cominciano a manifestare le prime preoccupazioni. Si chiedono che fine faranno, se saranno mantenuti i contratti integrativi di secondo livello che guarda caso scadono a fine anno, in Piemonte». Marilena Rocco, Fisascat Cisl Torino-Canavese, racconta il clima tra i dipendenti Carrefour, all’indomani della cessione dell’intera rete di vendita dal gigante francese della grande distribuzione organizzata all’italiana NewPrinces, la ex Newlat che fa capo alla famiglia Mastrolia.
Tra i negozi oggetto dell’operazione (1.027 in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana, di cui 642 diretti e 385 in franchising), rientra anche il Canavese con gli iper di Burolo e Chivasso, a gestione diretta come diretta è la gestione di Carrefour cash&carry di via Lago Viverone, ancora nel territorio comunale di Burolo. Questi più una decina di piccoli Carrefour Market e Carrefour Express, in maggioranza passati al franchising tre anni fa e gestiti da società locali.
Sul territorio parliamo di circa 300 addetti, 100 dei quali collocati all’interno dei piccoli. Sta in questo distinguo la principale fonte di preoccupazione dei sindacati, compatti nell’auspicare il supporto delle istituzioni, a vari livelli: «Salvaguardare i posti di lavoro, tutte le sedi, anche quelle in appalto o in franchising, è una priorità assoluta».
Incontri con la nuova proprietà non ne sono stati ancora calendarizzati, è accaduto tutto troppo in fretta. Le segreterie nazionali hanno in agenda per il 30 luglio il faccia a faccia con l’uscente Carrefour Italia. Si terrà a Roma, in sede ministeriale. Contestualmente, resta aperto lo stato di agitazione proclamato al termine del terzo incontro con la catena francese, dieci giorni fa, sollecitato proprio dai sindacati per avere chiarimenti rispetto alle voci di vendita sempre più insistenti.
«Anche l’ultima volta, a Bologna, e io c’ero – dice Rocco – Carrefour aveva un po’ taciuto, un po’ negato. Ma il 24 luglio, alle 18.21, al personale è stata annunciata la cessione con una mail automatica». Realtà specializzata nel food e nel latte, NewPrinces Group rileverà tutto il perimetro italiano di Carrefour: cioè il 100% di Carrefour Italia, comprese le tre società sotto il cappello della capogruppo (Carrefour Property, Gs spa e Carrefour Finance, la società attiva nel factoring).
L’operazione varrà un miliardo di euro, ripartito tra 400 milioni di valutazione degli immobili e 600 milioni per il business. Il fatturato complessivo di Carrefour Italia vale invece 3,7 miliardi, con l’ultimo rosso di esercizio pari a 150 milioni di euro.
L’intenzione di Mastrolia, espressa nella nota sull’avvenuta acquisizione, sottolinea il «rilancio del business» al fine di creare una filiera integrata tra produzione, sul fronte alimentare, e distribuzione. Per tre anni verrà mantenuto il brand Carrefour che poi verrà sostituito da quello Gs, insegna della grande distribuzione alimentare italiana che ha operato fino al 2010, quando è stato sostituito dal marchio transalpino. Gli investimenti complessivi previsti ammontano a 438 milioni di euro. «L'azienda parla solo di fatturato, senza fornire spiegazioni sull'occupazione – interviene Michele Racanelli di Filcams Cgil Canavese – Ricordiamo che il marchio Gs aveva una sua identità sulle medie superfici di vendita, e i lavoratori oggi ci chiedono che futuro avranno». Quanto a Carrefour, «ne stigmatizzo la mancata trasparenza rispetto a tutta questa vicenda, il che ci dimostra come gli interessi stiano al di sopra delle persone e delle relazioni sindacali. E dobbiamo prendere atto del f atto che anche il modello di relazioni sindacali deve cambiare, se vogliamo in futuro porre un limite a certe situazioni».