West Nile: donna pavese ricoverata
Sono due i nuovi casi di West Nile segnalati in Lombardia nella mattina di mercoledì 30 luglio. Tra questi, una donna di 66 anni residente in provincia di Pavia, attualmente ricoverata ma in condizioni non gravi. Non è ancora noto in quale ospedale si trovi, ma fonti della sanità regionale fanno sapere che non si tratta del Policlinico San Matteo di Pavia.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15251284]]
Il virus – Il West Nile Fever (letteralmente “Febbre del Nilo Occidentale”) è una malattia infettiva causata dal virus West Nile (WNV), trasmesso principalmente dalle zanzare. L'infezione è spesso asintomatica o con sintomi lievi simili all'influenza, nonostante in alcuni casi possa portare a complicazioni più gravi, specie su soggetti deboli. Per la sorveglianza e il contenimento delle infezioni Regione Lombardia si affida anche alla collaborazione di Ats locali, dei Comuni e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Nello specifico, vengono identificate e analizzate le varie specie di zanzare presenti sul territorio e, in presenza di tracce del virus, scattano eventuali misure restrittive.
A Pavia – Dall’inizio del 2025 in Italia si sono registrate 8 morti per West Nile, con i casi di persone infette in continuo aumento (più di 30 secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore della Sanità). Nel pavese l’allerta era già scattata nelle scorse settimane, quando erano state individuate delle zanzare infette in Lomellina e nella zona di Pavia. Per questo motivo il Centro nazionale sangue ha disposto che chiunque abbia soggiornato anche solo una notte in provincia di Pavia, o in altre province del nord e centro Italia coinvolte nella circolazione virale, debba sottoporsi a test prima di donare il sangue, oppure astenersi da donazioni per almeno 28 giorni.