La Procura di Pavia riapre un cold case del 1987: riesumata una salma, indagati la moglie e il possibile sicario – Ecco cosa sappiamo
MORTARA. Si riapre un caso di quasi 40 anni fa. La procura di Pavia ha disposto la riesumazione della salma di Francesco Ancona, morto 48enne nel febbraio 1987 a Mortara per quello che allora fu bollato come suicidio, anche se nelle indagini emersero parecchi dubbi. Ora però, in questa inchiesta dove i tre figli di Ancona sono parte offesa, ci sarebbero due sono indagati per omicidio: la moglie di Ancona e un presunto sicario, entrambi residenti a Castellammare del Golfo (Trapani) dove oggi, 31 luglio, viene riesumata salma.
Verranno poi fatte analisi forensi a Milano da tre esperti tra cui Cristina Cattaneo. Ancona fu trovato morto a Mortara l’11 febbraio 1987 sul ciglio di una strada con il cranio fracassato. L’indagine arrivò alla fine a concentrarsi sul suicidio, ipotizzando che Ancona si fosse lasciato travolgere da un camion, mai rintracciato.
I due indagati sono accusati di omicidio aggravato in concorso tra loro e con soggetti terzi (non specificati) perché, scrive il pm Alberto Palermo senza specificare i rapporti tra i due all’epoca, «con premeditazione dapprima avrebbero indebolito fisicamente la parte offesa con la somministrazione di veleno e poi l'avrebbero aggredito con un corpo contundente con diversi colpi sferrati al capo, cospargendo il corpo di benzina e infine investendo l'uomo con un mezzo pesante, betoniera, cagionandone la morte». L’indagine è stata riaperta dalla procura di Pavia nel 2024, probabilmente dopo accertamenti sui “cold case” rimasti irrisolti negli archivi della polizia giudiziaria.
L’11 febbraio 1987 Ancona fu trovato morto in circostanze già apparse allora misteriose, come ricordato sulle colonne della Provincia Pavese di quei giorni. Il 48enne operaio edile, in quel momento disoccupato, era stato trovato appena oltre il ciglio della strada per Ceretto, un tratto stradale già allora trafficato