Trovato morto nel 1987, la procura di Pavia riapre il caso: la moglie è accusata di omicidio
MORTARA. Accusata di aver ucciso il marito con la complicità di un amico. Si riapre dopo 38 anni, con un avviso di accertamenti tecnici irripetibili da svolgere in questi giorni, il caso della morte del 48enne mortarese Francesco Ancona, trovato morto sul ciglio della strada per Ceretto la mattina dell’11 febbraio 1987 con il cranio fracassato: ieri, 31 luglio, c’è stata la riesumazione della salma dal cimitero di Castellamare del Golfo (Trapani), le spoglie saranno portate a Medicina legale di Milano, dove il 6 agosto partiranno gli accertamenti con tre periti della procura. Così dopo 38 anni, oltre 14mila giorni trascorsi, si riapre un caso finito archiviato all’epoca come suicidio, ma che ora il pubblico ministero pavese Alberto Palermo tratta come omicidio, con indagini curate dalla polizia di Stato anche con il servizio centrale operativo di Roma che sta riaprendo molti “cold case”.
Indagati per il delitto, con un’accusa di omicidio aggravato ancora tutta da dimostrare in un eventuale giudizio, sono la moglie Giovanna Navarra, ora 74enne e residente in Sicilia, e Domenico Scarfò, un 70enne che risulta residente a Vigevano e difeso d’ufficio dall’avvocata Irene Valentina Anrò: all’epoca frequentava la casa degli Ancona a Mortara. I due indagati sono accusati di omicidio aggravato in concorso tra loro e con soggetti terzi (non specificati) perché, scrive il pm Alberto Palermo, «con premeditazione dapprima avrebbero indebolito fisicamente la parte offesa con la somministrazione di veleno e poi l'avrebbero aggredito con un corpo contundente con diversi colpi sferrati al capo, cospargendo il corpo di benzina e infine investendo l'uomo con un mezzo pesante, betoniera, cagionandone la morte». L’indagine è stata riaperta dalla procura di Pavia nel 2024, probabilmente dopo accertamenti sui “cold case” rimasti irrisolti negli archivi della polizia giudiziaria.
La ricostruzione
La vicenda è quella del 11 febbraio 1987 quando Ancona fu trovato morto in circostanze già apparse allora misteriose, come ricordato sulle colonne della Provincia Pavese di quei giorni. Il 48enne operaio edile in quel momento disoccupato era stato trovato appena oltre i il ciglio della strada per Ceretto, un tratto stradale già allora trafficato, dato che porta verso Robbio e Vercelli. Ma che ora ha cambiato aspetto rispetto all’epoca: la strada è stata spostata di alcuni metri per collegarsi alla rotonda costruita una ventina d’anni fa all’incrocio con la ex statale 494.
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La famiglia di Ancona era arrivata dalla Sicilia a Mortara, in una casa vicino alle scuole elementari, da pochi anni: il muratore aveva lasciato orfani tre figli, all’epoca minorenni. «Una famiglia tormentata», ricorda una dipendente comunale ora in pensione che conosceva gli Ancona. Secondo le ricostruzioni giornalistiche dell’epoca, nel pomeriggio del 10 febbraio 1987, un martedì, Ancona e la moglie erano usciti in auto. Avevano percorso poche centinaia di metri, parcheggiando alla stazione di Mortara. Poi erano saliti sul treno delle 17.38 per Vigevano.
Francesco Ancona doveva sbrigare una pratica per una vertenza con un datore di lavoro alla Camera del lavoro di Vigevano, in quel periodo era disoccupato. Mentre la moglie, di 11 anni più giovane di lui, doveva svolgere una commissione a Vigevano. Alle 19 circa Giovanna Navarra, all’epoca non c’erano i cellulari ma solo le cabine, aveva telefonato alla Camera del lavoro per sapere se il marito fosse ancora lì e le fu risposto che si trovava ancora nell’ufficio. Allora la moglie si era incamminata verso la stazione di Vigevano, facendo un’altra chiamata al sindacato: dalla Cgil le avevano risposto dicendo che il marito era uscito. Così la donna era arrivata in stazione. Ma non aveva visto arrivare il marito. Allora era salita sul treno delle 20.22 per Mortara, pensando poi di trovare Francesco a casa, ma lì il 48enne non c’era, era sparito. Già quella sera la donna era andata a denunciare la scomparsa ai carabinieri di Mortara. Nessuna traccia del marito nemmeno nella notte, così la mattina seguente era tornata dai carabinieri. Il corpo di Navarra era stato trovato poco prima delle 12 a lato della strada per Ceretto, secondo i primi riscontri era già morto da alcune ore.