Cocktail salvapatente e alcol test fai da te: Ascom con il Comune per strade più sicure
PAVIA. Il nuovo Codice della strada inasprisce le sanzioni per chi si mette al volante dopo aver bevuto. E a Pavia i baristi vanno in aiuto di chi vuole bere un cocktail senza rischiare e senza diventare un pericolo per gli altri. È questa l’idea alla base dei “cocktail salvapatente”, realizzati senza alcol ma preservando qualità e gusto, come potete leggere nella scheda a fianco.
Test fai-da-te
A settembre invece, in piazza della Vittoria, il Comune distribuirà gratuitamente i palloncini monouso per eseguire l’alcoltest fai-da-te. Lo ha spiegato l’assessore alla Polizia locale e al Commercio Rodolfo Faldini durante l’incontro svoltosi ieri a Palazzo Bottigella. Un incontro organizzato da Ascom, con il patrocinio del Mezzabarba, per parlare del codice della strada entrato in vigore lo scorso dicembre . Un’occasione per informare delle nuove regole e delle nuove sanzioni, ma anche per un confronto tra Comune e commercianti sul tema, sempre caldo, della malamovida, e sul giro di vite riguardante il consumo d’alcol. Un giro di vite, legato all’inasprimento delle multe che ha modificato, spiegano i titolari di bar e ristoranti, le abitudini di molti clienti. E così, se Stefano Acerbi, presidente dei ristoratori Confcommercio Pavia, sottolinea la necessità di puntare sulla qualità dei prodotti, Matteo Iuvino, presidente dei bar Confcommercio Pavia, evidenzia come la nuova normativa possa trasformarsi in un’opportunità e stimolare la creatività, ad esempio dando vita a nuove ricette per cocktail analcolici.
Affari diminuiti
Perché è innegabile che una contrazione dei consumi ci sia stata, con molti clienti che rinunciano a un bicchiere in più di vino o al superalcolico a fine pasto. «E noi vendiamo alcol», dice Iuvino, titolare, insieme a Filippo Malagori, dell’enoteca Trinca. E Acerbi aggiunge: «Il ristoratore deve proporre prodotti di qualità. Però a Pavia, che è una città universitaria, esiste il problema del bere male, con un’offerta significativa di bevande a basso costo. E questo comporta conseguenze anche di carattere sociale. A partire dalla malamovida. Sarebbero quindi indispensabili punizioni esemplari nei confronti degli imprenditori perché è vero che la domanda fa l’offerta, ma è vero anche il contrario. Esiste inoltre la necessità di rafforzare il servizio taxi e i mezzi pubblici». Ma per il titolare del ristorante “Al vita” «gli alcol test dovrebbero essere più diffusi». «Potrebbero essere forniti direttamente dal locale per aiutare il cliente a capire se può mettersi alla guida».
Prevenzione
E che sia necessario puntare sulla prevenzione lo sostiene anche l’assessore Faldini. «I palloncini serviranno a misurare il tasso alcolemico in modo che chi ha bevuto troppo possa sapere se il livello di alcol presente nel sangue è entro i limiti consentiti», spiega Faldini che durante l’incontro, moderato da Andrea Cartolini, vicedirettore di Confcommercio, parla della necessità di «un’assunzione di responsabilità collettiva». «Le istituzioni devono fare squadra. La Polizia locale si occupa soprattutto dell’aspetto repressivo, ma bisogna agire a monte, sensibilizzando al bere consapevole – precisa -. Vanno sottoscritti patti sul territorio, sotto la guida della prefettura, che si traducano in attività di educazione e prevenzione per evitare comportamenti sbagliati. Chiediamo all’associazione di categoria e ai titolari dei locali un contributo nella vigilanza, attraverso l’installazione di telecamere. L’obiettivo comune deve essere quello di una città più pulita e sicura». —
Stefania Prato