«Mia madre indagata per il delitto? Significa che c’è qualcosa di vero»
PAVIA. «Mia madre indagata? Vorrà dire che qualcosa di vero c'è»: poche parole sussurrate attraverso il citofono della casa in centro a Mortara, dove si sono recati diversi cronisti. A dirle è Giuseppa Ancona, una delle tre figlie di Francesco Ancona, l’operaio edile 48enne trovato morto nel febbraio 1987 a lato della strada per Robbio in circostanze misteriose.
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All’epoca la procura archiviò come suicidio, ma ora dopo rivelazioni di un conoscente della moglie di Ancona, ha aperto un’indagine per omicidio volontario indagando proprio la moglie Giovanna Navarra e un suo stretto conoscente, Domenica Scarfò. «Vogliamo giustizia dopo tanti anni - ha spiegato ancora attraverso l’interfono una delle figlie di Ancona -. In questi lunghi anni non abbiamo più saputo nulla, ho visto qualche atto dei carabinieri dell’epoca sui giornali. Ma noi non eravamo mai stati messi a conoscenza. Potrò dire qualcosa di più dopo l’autopsia di dopodomani».
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Anche negli scorsi giorni, comunque, la figlia Giuseppa aveva ricordato tramite il proprio legale Alessandro Rondonotti di Vercelli di aver da sempre dubitato riguardo la tesi del suicidio. La procura di Pavia ha riaperto il caso della morte di Francesco Ancona, operaio di 48 anni di Mortara, trovato morto il 11 febbraio 1987 sul ciglio di una strada con ferite al cranio e tracce di veleno nello stomaco.
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Le nuove indagini
All’epoca la Procura archiviò il caso come suicidio, ritenendo che Ancona avesse ingerito del veleno e si fosse poi lanciato contro un mezzo pesante, una betoniera.
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Ancona era sparito dalla sera precedente dopo essersi recato in treno a Vigevano insieme alla moglie: lui era andato alla Camera del Lavoro per una vertenza con un datore di lavoro che gli doveva dei soldi, mentre la moglie si era recata da un avvocato. Poi non l’aveva più trovato in stazione e tornata a Mortara aveva denunciato subito la scomparsa ai carabinieri. Il cadavere era stato trovato a lato della strada per Ceretto-Robbio, già all’epoca trafficata, la mattina seguente. Tuttavia, i dubbi non sono mai mancati, soprattutto per la natura delle ferite e le circostanze della morte: Ancona arrivato da pochi anni a Mortara dalla Sicilia con tre figli piccoli e la moglie sta attraversando un periodo complicato, era senza lavoro e la moglie parlò di problemi nella loro relazione.
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Nel 2023 nuove indagini sono state riaperte grazie a testimonianze e intercettazioni che hanno portato a ipotizzare un omicidio. La moglie di Ancona, Giovanna Navarra, 74 anni, e l’amico dell’epoca, Domenico Scarfò, 70 anni, sono ora indagati. Secondo la procura di Pavia, avrebbero somministrato veleno alla vittima, poi colpito violentemente la testa, cosparso il corpo di benzina e infine investito Ancona con una betoniera per simulare un suicidio. La salma, riesumata da pochi giorni a Castellammare del Golfo, sarà sottoposta domani agosto a Milano a nuovi accertamenti medico-legali affidati a tre esperti: il medico legale Cristina Cattaneo, il tossicologo Domenico Di Candia e l’antropologa Debora Mazzarelli. I risultati arriveranno entro tre mesi e saranno fondamentali per chiarire la dinamica della morte.
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Questa riapertura si inserisce in un quadro complesso: nel 2023 la Navarra è stata coinvolta in un’altra vicenda giudiziaria a Castellamare del Golfo (Trapani) dove si è trasferita da anni, accusata di aver tentato di far uccidere il figlio Antonino, piano poi fallito e per il quale è stata assolta. —
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