Un paese intero contro il progetto di un maxi allevamento: il Comitato raccoglie 285 firme
TRAVACO’. Sono state 285 le firme raccolte contro l’allevamento intensivo di galline ovaiole durante la consultazione pubblica che si è svolta l’altra sera nel salone Bertotti, indetta dall’amministrazione comunale.
Sottoscrizioni che dovranno raggiungere quota 400 per consentire la convocazione dell’assemblea pubblica che avrà il compito di approvare il documento che sintetizzerà la posizione dei cittadini. Documento che dovrà in seguito essere ratificato dal consiglio comunale per poi essere inviato agli enti interessati, come prevede lo statuto comunale.
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«Il “no” della popolazione»
«Dagli incontri è emersa la contrarietà della popolazione nei confronti di un allevamento avicolo intensivo – sottolinea il sindaco Oscar Ragni -. È stata avviata una consultazione popolare per la raccolta firme con l’obiettivo di dare atto della volontà dei residenti, indirizzare l’amministrazione ad adottare un regolamento comunale per la transizione ecologica del sistema zootecnico per evitare allevamenti intensivi, procedere a un confronto con il Parco del Ticino».
Si potrà firmare fino al 31 agosto, mentre l’assemblea verrà convocata il primo settembre, «ma si sta valutando lo slittamento di qualche giorno per garantire la più ampia partecipazione», aggiunge il sindaco che sottolinea come il nuovo allevamento «non corrisponda al modello di sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e del benessere degli animali seguito da Travacò che aderisce alla rete internazionale Cittaslow».
«Maggioranza e minoranza stanno collaborando per fermare un impianto che preoccupa molto i cittadini – rileva la capogruppo di opposizione Domizia Clensi -. Molti residenti hanno messo a disposizione le proprie competenze per aiutarci in una battaglia che non sarà semplice». «La raccolta firme intende dire “no” al progetto di allevamento avicolo su larga scala che minaccia il territorio, un progetto di circa 39.000 capi a ciclo», precisano dal neo Comitato “No allevamento a Travacò Siccomario”.
«Sarebbe un gravissimo precedente - dice Francesca Pizzelli, presidente del Comitato –. Il territorio del Siccomario è caratterizzato da elevato pregio ambientale e naturalistico nonché da una presenza significativa di aree agricole, fluviali e rurali soggette a tutela del paesaggio dell’ambiente. L’insediamento di un complesso produttivo zootecnico ad alta densità metterebbe a rischio la salute dei cittadini, oltre a generare inquinamento atmosferico, dei terreni, traffico di mezzi pesanti e deprezzamento case».
Molte le associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui Lav, Rete dei Santuari, Lipu, Arci, presenti all’incontro, oltre all’assessora di Pavia Alessandra Fuccillo (Avs). «Alleanza Verdi e Sinistra – dice il segretario provinciale di Si, Luca Testoni - esprime soddisfazione per la compatta contrarietà all’insediamento che produrrebbe solo devastazione del suolo, sfruttamento animale, inquinamento».
Stefania Prato