Cavaglià, Villa Salino Il rilancio fa bene al territorio
CAVAGLIA’.
Con la Cena in bianco sono terminate le attività estive a Villa Salino, storica dimora della omonima famiglia, che ha avuto nella figura del generale Pietro Giovanni Salino la massima figura: un eroe del Risorgimento italiano e della battaglia di Magenta. La Villa è dimora storica nella galassia Fai e gestita del Comune che sta cercando di farne, oltre al cuore vitale delle attività del paese, anche il centro del turismo di passaggio, sempre meno sparuto e sempre più consapevole. «Questo soprattutto grazie al presidio per il passaggio della Via Francigena e del Cammino di Oropa che c'è in Villa – spiega Monica Bertolini, assessore alla Cultura – che consente decine di passaggi per il timbro del passaporto del cammino alla Villa ogni mese, anche grazie all'ostello, perfettamente funzionante». Per gestire le attività di concerto con l'assessorato è stata fondata la associazione Caballus-amici di Villa Salino che gestisce dal 2022 le iniziative.
«Siamo fieri – continua Bertolini – di essere riusciti in questi 3 anni a realizzare un percorso di visita alla dimora storica di interesse assoluto, con visite guidate che la quarta domenica del mese sono sempre attive e che ci sono ogni qual volta c'è un evento nel giardino o all'interno della Villa. Il percorso parte da una esposizione etnografica della vendemmia, del lavoro di maniscalco nell'800 con esposizioni di mestieri del '900 di arrotino e di calzolaio e con una esposizione dei materiali e degli attrezzi per la vendemmia del secolo scorso in zona». Il percorso si è arricchito da poco anche «dell'apertura delle zone nobili con ben 350 quadri del Risorgimento, la collezione dello storico studio fotografico Francescone di Cavaglià e una zona dedicata a quadri esoterici di Maria Rita Fogliasso». Ora la Villa è meta di visite culturali e ospita eventi culturali. Acquistata nel 2002 dal Comune, per vent'anni rimase praticamente abbandonata. «Oggi abbiamo la possibilità di valorizzare la parte più antica del centro storico di Cavaglià, risalente al 1200 nella zona cubettata del paese: con Villa Salino attiva, la Via Francigena, il turismo del cammino di Oropa, quello enogastronomico delle colline della Serra e dell'Erbaluce pensiamo di poter attrarre molte persone, vitali per una rinascita globale del territorio».