Parco Spurgazzi, Caluso punta al restauro delle mura interne
CALUSO. Ancora soldi e progetti per il parco Spurgazzi di Caluso: l’amministrazione comunale cerca di portare a casa un altro obiettivo. Terminato il restauro conservativo delle antiche mura perimetrali del parco, con la realizzazione di un camminamento, possibile grazie alle risorse del Pnrr, dopo la sistemazione della vasca di Serizzo, grazie ad un contributo del Lions club Caluso Canavese sud est e di alcuni sponsor privati, la partecipazione al bando “Obiettivi comuni” della Regione Piemonte punta ad ottenere un finanziamento di 250mila euro per proseguire con il restauro delle mura interne, con l’abbattimento delle barriere architettoniche, per finire con un nuovo impianto di illuminazione.
A questo scopo l’amministrazione comunale ha inviato lo studio di fattibilità, redatto dall’architetto Marco Minari, prevedendo altri 70mila euro di risorse proprie a copertura della spesa. (la scadenza per la partecipazione al bando era fissata allo scorso 8 agosto).
«Una riqualificazione completa –argomenta l’assessore alle opere pubbliche Dario Actis Foglizzo, relatore della delibera di giunta –consentirà una miglior fruizione del parco anche alle persone con disabilità. Inoltre intendiamo riqualificare il grande giardino all’inglese che circonda il palazzo Valperga di Masino».
Si deve sempre al Lions club il censimento e la valorizzazione delle specie arboree del parco. Eleganti targhette in plastica illustrano le varietà degli alberi secolari presenti nel parco esteso su circa dodicimila metri quadri.
Sono una ottantina quelli rimasti, dopo l’abbattimento, nel corso degli anni, di alcune piante che si erano ammalate e che era impossibile recuperare. Gli ultimi a finire sotto la motosega, lo scorso giugno, erano stati i due platani secolari che si trovavano accanto alla torretta del Belvedere.
Per fortuna resiste l’albero più vecchio: la sequoia sempreverde alta 30 metri e con un’età stimata di oltre 200 anni. Trattandosi di un albero monumentale chiunque lo danneggi è punito con una sanzione amministrativa che varia da cinquemila a 100mila.
La targhetta è completata da una scheda riassuntiva che accenna alla storia del parco ampliato sul finire del ’700 e quindi trasformato in giardino all’inglese con l’inserimento di numerose specie arboree, tra cui la sequoia, i platani e gli olmi.
La sequoia una ventina di anni fa venne colpita da un fulmine che causò una profonda lesione al fusto. In seguito l’albero monumentale venne ridotto in altezza di alcuni metri. E resiste anche il cedro del Libano alto 32 metri che fa ombra nella parte alta del parco dove si trova il parco giochi.