Un altro ricoverato per il virus West Nile in Lomellina: «Due giorni brutti, ma ora sta meglio»
VIGEVANO. Il virus West Nile colpisce anche a Vigevano. G.B., vigevanese di 80 anni, è ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale Asilo Vittoria di Mortara.
«Mio padre – racconta la figlia del paziente 80enne – era già ricoverato a Mortara per una frattura a una vertebra da una settimana ed aveva dei sintomi strani. I suoi esami del sangue erano da subito alterati per un'infezione che non si capiva da dove provenisse ed era molto “fuori di testa”: si addormentava improvvisamente e in modo strano, fino a quando, giovedì, non è scoppiata una febbre con dolori diffusi in tutto il corpo. Così hanno fatto degli esami del sangue e il risultato è stato positivo al virus della West Nile». Per fortuna dall’azienda ospedaliera di Pavia riferiscono che il paziente mostra un decorso clinico in miglioramento.
«Ora la malattia è in remissione – prosegue la figlia –, ma mio padre ha passato due giorni brutti». Resta da capire come abbia fatto a contaggiarsi. «Papà è ricoverato dal primo agosto – risponde la figlia –. Non è mai stato bene, ma la malattia ha alcuni giorni di incubazione, quindi pensiamo che sia stato punto da una zanzara infetta quando era ancora a casa. Per fortuna, ora la malattia sembra in via di risoluzione».
La prevenzione
Il consiglio dei sanitari è quello di utilizzare un buon repellente antizanzare ogni volta che si esce di casa: di mattina, di pomeriggio e soprattutto la sera. Specialmente se stiamo parlando di persone anziane o fragili.
Dopo il primo caso di infezione in provincia da virus West Nile, a inizio mese, Ats Pavia aveva inviato una lettera a tutti i sindaci con le indicazioni per ridurre la proliferazione delle zanzare, responsabili della trasmissione del virus all’essere umano (da persona a persona non ci si contagia). Cosa che Vigevano aveva recepito. Nell’unico precedente caso della nostra zona e che ha coinvolto un uomo, di poco oltre i sessant’anni, residente in un Comune nei dintorni di Vigevano e ricoverato alla clinica Beato Matteo, si è poi proceduto con la disinfestazione nel Comune di residenza, nel raggio di circa 250 metri dall’abitazione o dal luogo presunto di infezione. Non c’è stato bisogno di isolare il malato in modo particolare, visto che il virus del Nilo Occidentale non viene trasmesso per contatto, ma solo tramite zanzare. «Mi sono subito confrontato con Ats – riferisce il sindaco Andrea Ceffa - e si procederà secondo protocollo, in accordo con loro». —
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