Via Francigena di Sigerico: un pellegrino su tre arriva da fuori Italia
IVREA. Il caldo torrido di agosto non fa pura ai pellegrini, che anche in questo periodo continuano a percorrere la via Francigena. Italiane e stranieri, in gruppo, da soli o in coppia, da inizio anno sono 903 quelli registrati dall’associazione La via Francigena di Sigerico, che con il suo infopoint, sito in corso Botta 3 a Ivrea, accoglie e aiuta i pellegrini nelle tappe che vanno da Pont Saint Martin fino a Cavaglià. «I numeri si mantengono sostanzialmente in linea con quelli degli anni scorsi – racconta Anna Paola Noce, segretaria dell’associazione –. Con il caldo di agosto passano perlopiù molto presto, intorno alle 6 del mattino. L’associazione fornisce assistenza, sia in termini di percorso che di pernottamento, perché molti di quelli che passano si fermano a Ivrea per dormire. Molti, soprattutto giovani, alloggiano all’ostello Acquapiatta del Canoa. Ci occupiamo ovviamente anche di curare la segnaletica del percorso, anche se quasi tutti oggi hanno il gps, e di sottoporre alcuni questionari di monitoraggio, su base volontaria, per raccogliere qualche dato in più su chi percorre la via».
Dati che portano a interessanti scoperte: dei 903 censiti del 2025, 507 sono uomini e 396 donne, e nonostante molti siano italiani, sono numerosi gli stranieri (305, circa il 30%), sia europei che non, a camminare lungo il percorso: da inizio anno all’8 agosto si contano 96 pellegrini dalla Francia, 57 uomini e 39 donne, 28 dalla Germania, 13 uomini e 15 donne, 21 dal Regno unito, 14 uomini e 7 donne, 31 dall’Olanda, 16 uomini e 15 donne, 6 uomini dalla Spagna, 72 pellegrini dalla Svizzera, 43 uomini e 29 donne e infine anche 2 donne dalla Repubblica Ceca. Non manca certo anche chi arriva da più lontano: ben 34 i pellegrini giunti dall’Australia, 12 uomini e 22 donne, e una coppia uomo e donne addirittura dalla Nuova Zelanda. E ancora 11 pellegrini dagli Usa, 4 uomini e 7 donne, una donna dal Sudafrica, 2 donne ucraine, una coppia uomo donna da taiwan e un uomo dall’Argentina. Infine, dato interessante degli ultimi anni, sono almeno un 30% i pellegrini che decidono di percorrere il cammino in bicicletta. Ma dietro ai numeri non mancano le storie particolari: è il caso di Jonathan, meglio conosciuto su Instagram come Djosurlavie, giunto alla 45° tappa venerdì 8 agosto. Partito da Canterbury il 7 di giugno, Jonathan sta percorrendo la via Francigena a piedi documentando tutto il viaggio sul proprio profilo Instagram. Lo fa per raccogliere per due importanti enti: Géniris, associazione che supporta le persone con aniridia, rara condizione degli occhi che comporta la parziale o totale assenza di retina, e la Fondation maladies rares, che sostiene la ricerca sulle malattie rare. Un impegno e un viaggio che Jonathan dedica a suo figlio Theo, morto proprio a causa di una malattia rare, e a tutte le persone nella stessa condizione. Non mancano infine le piccole storie personali: «Incontriamo tante belle persone, con storie interessanti legate al cammino che stanno percorrendo – conclude Noce –. In questi giorni ad esempio abbiamo incontrato una madre e una figlia che stavano percorrendo la tappa insieme: la giovane ora studia e lavora a Bruxelles, e torna in Italia solo per le vacanze estive. Parlando abbiamo scoperto come questo viaggio lungo la via Francigena fosse proprio qualcosa che le due stavano facendo per passare del tempo assieme ora che vivono così distanti e si vedono così di rado. Un modo per rinsaldare il legame madre figlia. È bello vedere che la via Francigena può essere anche questo». lorenzo zaccagnini