Seicento abbracci per Sara e Claudio, Certosa piange due vite spezzate
CERTOSA. Circa 600 persone hanno detto addio a Sara Manstretta e Claudio Marchesi, la coppia rimasta vittima del tragico incidente avvenuto sull’ex statale 35, in località Cassinino. Hanno voluto essere lì, stringendosi ai famigliari in un abbraccio carico d’affetto. La chiesa di San Michele è gremita. Il sagrato è stipato. C’è silenzio e dolore per il vuoto lasciato da Sara, 47 anni, e da Claudio, che avrebbe compiuto 48 anni a settembre. Piange Cascine Calderari, la frazione dove vivevano. E piange Certosa, perché in tanti li conoscevano.
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Conoscevano la loro gioia di vivere, il loro amore per gli altri, la loro disponibilità. Sara era volontaria dell’Auser e della Croce verde. La commozione segna i volti di famigliari, amici, conoscenti, dei colleghi volontari con cui veniva condiviso il tempo libero. Il sindaco Marcello Infurna ha dichiarato lutto cittadino, «interpretando il sentimento di cordoglio di un’intera comunità».
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Una comunità ancora scossa da una perdita improvvisa. «Sara era la mia vita», diceva Claudio. E quella vita si è spezzata insieme alla sua. Il parroco, don Marco Gatti, nell’omelia, ricorda quelle parole, quell’amore pieno e consapevole intatto in 11 anni di matrimonio.
Ricorda che il brano del Vangelo letto durante la messa, la parabola della casa costruita sulla sabbia e sulla roccia, era lo stesso scelto da Sara e Claudio nel giugno 2014. «Mi aveva colpito il motivo della scelta – dice il parroco – Claudio riteneva che insieme stessero iniziando a costruire il loro futuro, una casa che le intemperie non potevano distruggere. E, mentre lui parlava, Sara sorrideva e annuiva». Poi si rivolge ai presenti: «La loro grandezza stava nel sorriso determinato e spontaneo, testimonianza dei valori in cui credevano».
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È presente una delegazione di Aned, tutta l’amministrazione comunale di Certosa, il presidente del consiglio comunale di Pavia Fabio Castagna, amico personale della coppia, la Protezione civile. «Il sindaco di Pavia Michele Lissia era dispiaciuto di non poter essere presente – dice Infurna – c’è stata una grande partecipazione, nonostante il mese estivo, una testimonianza di affetto verso Sara e Claudio, un modo per dare conforto ai famigliari in un momento tragico». Poi, all’uscita dei feretri, l’applauso, accompagnato dalle sirene delle ambulanze della Croce verde. —
Stefania Prato