Truffano due donne fingendosi carabinieri: arrestati
BRONI. Due chiamate allarmanti, provenienti all’apparenza da un carabiniere, che riferivano di un incidente che aveva interessato loro familiari. Ma stavolta i raggiri ai danni di due donne, una di 71 anni e l’altra di 89, sono stati sventati: i (veri) carabinieri, militari della stazione di Gravellona Lomellina, hanno arrestato i due presunti truffatori. Nazmul Miah e Alamgir Tahmid, entrambi 21enni, sono finiti in cella.
Sono originari del Bangladesh, ma risiedono in provincia di Napoli con le loro famiglie. Non hanno precedenti e l’ipotesi investigativa, ora tutta da approfondire, è che si siano messi a disposizione di gruppi organizzati dediti a questo tipo di reati. Il giudice Fabio Lambertucci ha disposto il carcere. L’arresto è scattato per una truffa commessa a Broni, mentre sono stati solo denunciati per un tentato raggiro a Gravellona, che non è stato portato a termine.
Il controllo in auto
I due giovani sono stati controllati dai carabinieri mercoledì verso le 15.30, a Gravellona. Erano a bordo di una Fiat 500: la perquisizione ha portato alla luce 1.400 euro in contanti e un sacchetto contenente diversi monili in oro, nascosto sotto il sedile. Gioielli e soldi che, secondo gli accertamenti, erano il bottino di una truffa perpetrata nelle ore precedenti ai danni di una donna di 89 anni di Broni. La vittima, convocata dai carabinieri, ha raccontato di avere ricevuto una chiamata da una donna, in lacrime. Diceva di essere sua figlia e le aveva passato un uomo, che si era qualificato come carabiniere.
Il presunto militare le aveva fatto credere che la figlia fosse stata arrestata per omicidio stradale e che per poterla aiutare doveva versare 7mila euro in contanti oppure pagare con oggetti di valore. La donna ha racimolato i contanti presenti in casa e ha raccolto i monili in un sacchetto. Poco dopo, mentre l’interlocutore continuava a mantenere attiva la telefonata sull’utenza fissa, un uomo si è presentato a casa sua e ha ritirato il tutto, per poi allontanarsi a bordo della Fiat 500, dove lo attendeva il complice. Solo quando il marito è rincasato e ha contatto la figlia al telefono, la vittima si è resa conto della truffa. Nel controllare l’auto i carabinieri hanno notato un indirizzo impostato sul navigatore del telefonino di uno degli arrestati: sono andati a quell’indirizzo, a Gravellona, e hanno trovato la 71enne. La donna, alla vista dei carabinieri, ha subito consegnato loro un sacchetto con gioielli e 1000 euro in contanti. Anche lei era stata contattata dai truffatori, che l’avevano allarmata per la sorte della figlia.