Nuovo liceo Golgi, passi avanti verso la progettazione
BRONI. La Provincia ha avviato la procedura per assegnare l’incarico di redigere il progetto di fattibilità tecnico economica del nuovo liceo “Golgi” di Broni. Con il progetto in mano, poi, l’amministrazione provinciale, che si occupa dell’edilizia scolastica superiore sul territorio pavese, andrà a caccia dei fondi per costruire la nuova sede del liceo, a fianco di quella attuale, in modo da poter poi demolire l’edificio, ultimo immobile pubblico contenente amianto in città.
Per poter predisporre il progetto, lo scorso mese di aprile il consiglio provinciale aveva approvato uno stanziamento di mezzo milione di euro per assegnare l’incarico ad un professionista. Le domande di partecipazione alla gara dovranno essere inoltrate entro il 3 settembre. L’importo a base di gara è stato quantificato in 461.350,16 euro sulla base di un importo dei lavori stimato in 10 milioni di euro. Il soggetto incaricato avrà poi settanta giorni di tempo, poco più di due mesi, per consegnare il progetto di fattibilità tecnico-economica.
Il presidente della Provincia, Giovanni Palli, nei vari incontri sull’argomento, aveva fissato la consegna del progetto per inizio novembre in modo da trovare i fondi necessari entro la fine dell’anno e posare la prima pietra della nuova scuola nell’estate 2026. Il progetto dovrà tenere conto anche delle indicazioni e sollecitazioni arrivate dagli studenti del liceo, tramite un sondaggio tra i compagni sulla scuola del futuro: più spazi per i laboratori, l’aula magna “cuore pulsante” dell’edificio, nuovi ambienti per il relax, un’area ristoro e socializzazione, palestra e campi all’aperto, in un mix di innovazione e tradizione, sono le idee principali che i liceali vorrebbero vedere realizzate nel nuovo “Golgi”. Nel frattempo, Provincia e Comune hanno sottoscritto un protocollo che specifica gli impegni assunti tra le due parti e la costituzione di un tavolo di coordinamento per seguire le varie fasi di realizzazione della nuova sede e demolizione di quella attuale, con i 3 milioni di euro già messi a disposizione del Comune dal ministero dell’Ambiente. Oliviero Maggi