Da Ivrea ad Acqui Terme per la risonanza magnetica, ma quel giorno la prestazione non c’è
IVREA. Un paio di mesi di telefonate al giorni alterni al centro unico di prenotazione della Regione Piemonte, l’800.000. 500 per capire se si liberasse un posto per una risonanza magnetica in una zona non troppo lontano da Ivrea. Niente. Franco Martorana ha deciso così di accettare l’appuntamento disponibile ad Acqui Terme, Clinica Alliance Medical - Studio radiologico Newima, struttura accreditata al servizio sanitario nazionale. Distanza da Ivrea: 130 km, circa un paio d’ore per arrivarci.
«Premetto che sono in cura per un problema urologico e la risonanza magnetica con contrasto è un accertamento che mi capita di dover fare – racconta Martorana – perché poi dovrò portare l’esito, appunto, a uno specialista. Tra l’altro, quando mi sottopongo alla risonanza, devo anche fare una profilassi a base di cortisone. L’appuntamento era fissato per lunedì 18 e il giovedì antecedente sono stato chiamato proprio per confermare l’appuntamento e per raccomandare la profilassi». Lunedì mattina, però, nulla va come immaginato. «Parto alle 8 – ricorda Martorana – arrivo lì alle 10, faccio l’accettazione e sono raggiunto dal responsabile che mi dice che purtroppo la risonanza si è rotta quindi niente esame perché non sono certi i tempi di riparazione». Martorana chiede perché non sia stato avvisato, visto che partiva da Ivrea: «Eravamo in tre, quella mattina, per la risonanza. Ci hanno detto che non sapevano se la riparazione sarebbe stata rapida. In ogni caso, mi dicono che la risonanza magnetica con contrasto viene eseguita solo la mattina. Io ho assunto il cortisone e, per me, è davvero pesante. Quindi aspetto fino alle 11,30 e poi niente, mi dicono che non è possibile fare la risonanza quel giorno e mi propongono di tornare tre giorni dopo, il 21». Martorana si arrabbia: «Ho sbottato, mi devo riprendere il cortisone un’altra volta, ho diversi problemi di salute, non sono stato avvisato che la risonanza era rotta e ho percorso 130 chilometri. Il bello, però, viene quando una signora che ha assistito alla discussione mi dice che lei, di Acqui Terme, la settimana precedente era venuta a Ivrea proprio per una risonanza magnetica. La battuta che mi viene è: a saperlo, potevamo scambiarci, ma mi rendo conto che non fa ridere». Martorana segnala il disservizio e l’Ufficio relazioni pubblico dell’Asl/To4 gli risponde che, essendo la clinica dove aveva la prenotazione accreditata con l’Asl di Alessandria, viene inoltrato a quell’ufficio per competenza. A Martorana, comunque, resta sempre il problema: «Sono andato al Cup dell’Asl/To4 di via Ginzburg e ho chiesto di poter spiegare la situazione. Sono stati gentili e cortesi, mi hanno preso in carico e prenotato la risonanza per lunedì 25 a Ivrea».
Il caso personale evidenziato da Martorana mette comunque in evidenza alcune questioni: la prima è quella, già raccontata da molti utenti, della migrazione dei pazienti per visite ed accertamenti diagnostici in strutture molto lontane dal luogo di residenza anche se non si tratta di prestazioni iperspecialistiche, proprie, di centri particolari. Se il motivo delle migrazioni è azzerare le liste di attesa, non c’è un riscontro perché esaminando i dati pubblicati dall’Asl/To4 del mese di luglio si legge che, a Ivrea, dove la risonanza magnetica è stata inaugurata soltanto nel luglio di un anno fa, per una risonanza magnetica dell’addome inferiore, a Ivrea, c’è una lista di attesa tra 231 e 128 giorni.
La seconda: un utente che è in carico per un problema di salute e periodicamente si sottopone a visite e ad accertamenti diagnostici deve attaccarsi a numero verde e cup ogni volta per le prenotazioni, con il risultato descritto. È efficiente per il sistema. E una domanda: «Possono queste prestazioni finire nel calderone delle “liste di attesa”?». Ancora Martorana: «Fino a prima del Covid ero in carico a urologia Ivrea ed erano loro direttamente a prenotarmi la visita successiva. Poi mi hanno detto che non era più possibile e che dovevo chiamare il numero verde. Ho girato diversi urologi anche in altre Asl perché a Ivrea non c’era mai posto. Ad esempio la prossima visita, per mostrare l’esito della risonanza, sarà il primo settembre alla Clinica eporediese, unico posto libero vicino, considerando che il medico di medicina generale ha dovuto cambiarmi la ricetta e indicare “prima visita”, altrimenti non sarebbe stato possibile».