Ivrea, strade rotte: 800mila euro per rifare ex novo gli asfalti
IVREA. Si partirà probabilmente con un affidamento diretto a fine anno, andando a mettere mano alle strade in assoluto più ammalorate (la cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 150mila euro). Ma la somma complessivamente prevede alla voce “asfaltature ex novo” qualcosa come 800mila euro in massimo quattro anni, il grosso a partire dall’anno prossimo. È quanto ha programmato il Comune con l’accordo quadro formalizzato dagli uffici in questi giorni dopo una gestazione durata mesi.
Nell’immediato viene in mente Bellavista e via Torino, corso Vercelli, ma problemi ce ne sono anche in via di Vittorio, c’è via Casale, alcuni tratti di via Circonvallazione, via Cascinette, e poi via Pinchia, via Miniere, la zona della Sacca, via Amedeo di Castellamonte, dagli assi principali di ingresso e uscita dalla città alle tratte secondarie. Buchi e dissesti che oggi compaiono, domani danno l’illusione di essere risolti, magari perché i più si stanno lamentando e allora si procede con il rattoppo. Che, si sa, avrà vita breve. Ha quindi la valenza di un cambio di passo la somma inserita nel bilancio pluriennale messa a terra con l’accordo quadro andato in porto in questi giorni, presupposto tecnico del programma di manutenzioni stradali da qui alle prossime elezioni. Che, precisa l’assessore alle Manutenzioni Massimo Fresc, «in pratica va a prevedere il rifacimento dei principali assi stradali di Ivrea, dall’anno prossimo fino alla fine della consiliatura, considerando come parametri di valutazione, al di là dei singoli casi che si possono porre sul tappeto, quanto sono ammalorati e quanto sono trafficati». I principali vantaggi di un accordo quadro sono risparmio di tempo e semplificazione amministrativa grazie all'espletamento di un'unica gara, la flessibilità nel far fronte a esigenze ripetitive e non predeterminate, la possibilità di risparmio economico fissando condizioni favorevoli, e la gestione semplificata degli acquisti tramite ordinativi di fornitura senza nuove procedure. Da un punto di vista operativo, poi, allarga il cuore sapere che non saranno rattoppi, bensì rifacimenti stradali, interventi basati quindi sulla rimozione dello strato superficiale di asfalto deteriorato mediante una fresatrice, così da preparare il fondo alla posa di un nuovo strato di asfalto che dia maggiore garanzia di aderenza e durata all'intervento. Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale con gli uffici interessati farà un focus su un primo mini blocco cui mettere mano già entro dicembre, tramite affidamento diretto, con l’obiettivo di sistemare i punti più disperati. Francesco Comotto, assessore ai Lavori pubblici, si sofferma su quel che resta dopo gli interventi alle utenze, ripristini non propriamente eseguiti a regola d’arte, come per altro tra via Jervis e via Pinchia, dove Smat interviene un giorno sì l’altro pure, basta un giorno di pioggia per aprire voragini. «Noi continuiamo a sollecitare i vari enti, però non sempre riusciamo a farli intervenire nonostante siano tenuti a fare i ripristini». Tipo la fibra, spiega: «Ci sono degli accordi per cui dove fanno questo scavo di 10 cm, poi devono ricoprire per 1,5 m. Poi magari capita la strada stretta, dove ne devono ricoprire due di metri, e finisce che ne fanno un po’ e poi spariscono».