Riapre il passante di Milano, la linea S13 torna a correre fino a Bovisa
Pavia. Riapre il passante ferroviario: da oggi i treni della linea S13 (che da quasi 15 anni collega Pavia e il Pavese alle stazioni interne di Milano come una metro leggera) riprendono il consueto percorso, dopo quasi un mese di capolinea obbligato a Rogoredo per via dei lavori sulla rete ferroviaria. Una novità attesa dalle migliaia di studenti pendolari che ogni giorno si spostano verso il capoluogo di regione per lavorare o studiare, adesso che le vacanze estive sono ormai alle spalle e i flussi del pendolarismo tornano a crescere.
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I lavori necessari
Il capolinea a Rogoredo per i treni S13 si è reso necessario a causa dei lavori da 5 milioni di euro in tutto in carico a Rete ferroviaria italiana, che si è occupata degli interventi di potenziamento tecnologico dei binari che tre anni fa – e per le condizioni di estrema usura – costrinsero alla chiusura il tratto del Passante tra le stazioni di Dateo e Porta Vittoria, con conseguente sequestro dei binari da parte della procura milanese. Un cantiere programmato e necessario per la sicurezza dell’infrastruttura, ma che ha tuttavia impedito ai pendolari di raggiungere le stazioni di Porta Vittoria, Dateo, Porta Venezia, Repubblica, Garibaldi, Lancetti e Milano-Bovisa. La riapertura del passante mette la parola fine sui disagi che i viaggiatori hanno sperimentato a partire dal 28 luglio, data di inizio degli interventi che hanno imposto itinerari alternativi.
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Una volta arrivati a Rogoredo, infatti, i viaggiatori che dovevano spostarsi all’interno di Milano si sono dovuti industriare, studiando itinerari che facessero affidamento sulla linea 3 della metro (la gialla) e sulle coincidenze con i mezzi di superficie. Chi doveva attraversare Milano per raggiungere Lancetti o Bovisa (sede del Politecnico di Milano) doveva necessariamente salire a bordo della M3 da Rogoredo fino alla fermata Zara, e poi servirsi della linea 92 del bus che passava anche Lancetti e Bovisa.
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Le criticità
Nonostante gli sforzi regionali per attutire i disagi ai viaggiatori, l’ultimo mese è stato segnato da soluzioni tampone che hanno comportato un aumento dei tempi di percorrenza, che si aggiunge ai disagi spesso denunciati da chi si sposta in treno. E stando al monitoraggio indipendente svolto da 8 associazioni di pendolari – tra cui la pavese MiMoAl – svolto tra il 16 giugno e il 6 luglio (prima della chiusura del passante) quasi il 20 per cento dei treni della S13 è arrivato in ritardo, il 10 per cento è stato cancellato.