Il patron della Voghe contro il figlio allenatore dopo la sconfitta con il Pavia
Voghera. Il giorno dopo, la rabbia in casa Voghe non si placa. Il derby di Coppa Italia, perso nel breve volgere di 5', dilapidando un doppio vantaggio, con l’epica rimonta in extremis del Pavia, da 2-0 a 2-3, ha irritato profondamente il patron della Voghe, Oreste Cavaliere.
Nel mirino del presidente rossonero, finiscono l'arbitro del match, e il figlio Andrea, tecnico della Voghe. «Se l'arbitro decide di tollerare il gioco duro, con manate e gomitate, e interventi ruvidi, non capisco come si possa estrarre la seconda ammonizione al nostro giocatore Panarello, per una palla buttata in tribuna. Mi aspetto che l'arbitro mantenga un metro uniforme per tutta la gara, invece è mancato l'equilibrio, come se avesse la labirintite mentale. Non voglio togliere nulla al Pavia, che ha fatto 3 gol regolari e non ha rubato nulla, ma la gestione arbitrale non mi è piaciuta».
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Nella disamina del patron rossonero, entrano poi le responsabilità attribuite alla squadra e alla conduzione tecnica del figlio Andrea:« Non accetto che si perda un derby in questo modo, con tre gol subiti nel giro di 5'- tuona il presidente della Voghe- il messaggio è rivolto anche all'allenatore. L'anno scorso era alla prima esperienza in panchina, ma quest'anno sarò molto meno tollerante. E' vero che siamo rimasti in dieci, ma non ho condiviso la gestione dei cambi, e il fatto che la squadra si sia abbassata troppo nel momento in cui stavamo vincendo. L'avversario andava tenuto il più possibile lontano dall'area di rigore, e per fare questo, serviva un centrocampo più aggressivo».
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«Folle rimonta»
A confortare la Voghe resta la condotta complessiva di gara prima del black out finale e il sostegno caloroso della tifoseria, ma il patron Cavaliere intende alzare le aspettative in questa stagione, e non ammette harakiri come quello di domenica sera. «Non si può perdere un derby in questo modo, sono arrabbiato nero», ribadisce il presidente, che non riesce a digerire le modalità in cui si è concretizzata la folle rimonta degli azzurri. Il tecnico Andrea Cavaliere il diesse Rino D’Agnelli, comprensibilmente delusi per l’epilogo, hanno posto l’accento sui tanti aspetti positivi emersi da questa prima gara ufficiale, in cui la Voghe ha dimostrato ordine tattico e coesione per ampi tratti del match, concedendo poco ad un avversario attrezzato come il Pavia.
Lo sguardo al futuro
La Voghe torna ad allenarsi nel pomeriggio di oggi al centro sportivo milanese di via Faenza, quartier generale rossonero per gli allenamenti. Giovedi sera (ore 20), i rossoneri saranno di scena al campo sportivo di Silvano Pietra, per una sgambata con il Silvano di Terza categoria , e probabilmente un'altra amichevole verrà fissata nel prossimo week end, libero da impegni agonistici dopo l’eliminazione beffarda dalla Coppa Italia. Non c’è solo il campo nei pensieri della società di via Facchinetti.
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La Voghe dimostra infatti vicinanza e affetto ad uno stretto collaboratore, amico del club rossonero. Dalla società guidata dal patron Oreste Cavaliere, giunge un abbraccio caloroso al collaboratore Renis, a cui è stata dedicata una frase d'incoraggiamento nella maglietta indossata dalla formazione rossonera prima del derby col Pavia, recante la scritta: «Forza Renis, ti aspettiamo!».