Mamma e bambino morti di parto al San Matteo, la perizia slitta ancora
PAVIA. La tragedia, il 17 dicembre dello scorso anno, sconvolse familiari e medici. Ma a distanza di otto mesi le cause della morte di Andreea Mihaela Antochi, la mamma di 30 anni di Villanterio che perse la vita con il suo bambino, Sasha, durante il parto al San Matteo, non sono state ancora precisate.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:14893457]]
Il consulente Francesco Ventura di Genova, nominato dalla Procura, ha chiesto una ulteriore proroga (la terza) per depositare la sua relazione finale. Dai primi esiti dell’autopsia era emersa l’ipotesi (ma si attende appunto la conferma nella relazione del perito) di un’embolia da liquido amniotico, forse causata dalla rottura della placenta.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:14899639]]
L’ulteriore tempo chiesto dal consulente è legato alla complessità del caso. Per fare luce sulle cause della tragedia anche il San Matteo aveva indicato due proprio consulenti e tre la parte offesa, il vedovo e padre del bambino, Florin Catalin Lovin. L’uomo, affiancato dall’avvocato Mauro Ferdinando Miranda, è supportato negli accertamenti dal medico legale Andrea Verzelletti oltre che da un anatomopatologo e un ginecologo.
Il fascicolo di indagine
La Procura aveva subito aperto un fascicolo per omicidio colposo con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità da parte di chi aveva in cura la donna: l’indagine è ancora a carico di ignoti. L’inchiesta si concentra su almeno tre fronti. Il primo riguarda i sintomi che la donna aveva accusato qualche giorno prima del suo ingresso in ospedale. Dolori come da travaglio, che erano stati considerati fisiologici dai medici. Il secondo piano è quello della richiesta della donna di essere sottoposta a taglio cesareo dopo circa tre ore di travaglio. E infine i tempi del taglio cesareo. Le indagini dovranno dire se questo intervento sia stato tempestivo o se si sia atteso troppo.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:14903786]]
La situazione era precipitata in sala parto: la donna aveva perso conoscenza e vista la situazione i medici avevano tentato il cesareo, per salvare il bambino, ma non c’era stato nulla da fare. «Dagli esami dei nostri periti la causa della morte sembra ormai certa – dice l’avvocato Miranda –, ma restano da verificare eventuali responsabilità dei sanitari e da capire se le procedure adottate sono state corrette».