Ex Pcma di San Benigno: 300 in solidarietà fino a gennaio
SAN BENIGNO CANAVESE. Si annuncia un “autunno caldo” per l’occupazione anche a San Benigno Canavese. Una delle storiche azienda del paese, già Magneti Marelli e Pcma, poi finita nella galassia Stellantis, che produce componenti in plastica per le auto del gruppo italo-francese, ha confermato i contratti di solidarietà fino a un massimo dell’80% medio e del 90% per i singoli, fino al prossimo 31 gennaio.
Parliamo di 300 lavoratori, dopo le 34 uscite anticipate incentivate messe in campo dall’azienda. Si tratta di operai che guadagnano mediamente tra i 1. 700 e i 1. 800 euro e di una misura che incide fino a un massimo di 400/500 euro sul loro stipendio. Fino a ottobre, inoltre, sono possibili altre uscite incentivate: l’azienda ne aveva proposte 53, inizialmente, nella sede sambenignese. Dopo l’incontro del 28 agosto, Edi Lazzi segretario generale della Fiom Cgil di Torino ha dichiarato: «L’agonia di Mirafiori continua senza soluzione di continuità da ormai 18 lunghissimi anni e con lei si stanno spegnendo le fabbriche dell’indotto auto, con conseguenze drammatiche per le lavoratrici e i lavoratori. Abbiamo bisogno di un piano speciale per il rilancio del settore automotive e dell’industria manifatturiera del nostro territorio che potrà essere messo in atto solo con un’unità di intenti dell’intera classe dirigente di Torino e Piemonte, a partire ovviamente, dal presidente Cirio e dal sindaco Lorusso che dovrebbero, francamente, fare decisamente di più nell’individuare soluzioni idonee per uscire da questa impasse».
Gianni Mannori responsabile Fiom Cgil di Mirafiori ha dichiarato: «La 500 elettrica produce col contagocce, la 500 ibrida partirà lentamente in produzione non prima di 2 mesi e nel frattempo i lavoratori, già pesantemente colpiti nel salario, passeranno un altro lungo periodo in cassa integrazione con cui finiranno il 2025 e cominceranno il 2026. Se non verrà assegnato velocemente un altro modello a Mirafiori, questa sarà una situazione che continuerà a ripetersi anche nei prossimi anni».
Una buona notizia in questa direzione potrebbe essere la richiesta di ampliamento che l’azienda nei mesi scorsi aveva presentato in Comune. «Il nostro ufficio tecnico –spiega il sindaco Alberto Graffino – ha approvato l’ampliamento e questo ci faceva presagire quantomeno un segnale di dinamismo. Poi ho saputo degli esuberi che riguardano solo un paio di addetti residenti nel nostro paese. Li ho subito incontrati e mi hanno spiegato che si trattava di incentivi per un pensionamento anticipato e che l’accordo è stato raggiunto senza tensioni. Staremo quindi molto attenti all’evolversi della situazione».