Libero Grassi: il ricordo di un “eroe borghese” che disse no alla mafia. Colosimo: «Al fianco di familiari e associazione per il parco a suo nome»
Libero Grassi era un uomo normale. Un imprenditore testardo, che disse no alla mafia e alla logica del racket, pagando con la vita la sua onestà e la sua rettitudine. Trentaquattro anni dopo in tanti lo hanno ricordato come uno degli eroi antimafia.
Libero Grassi e l’omicidio
Come ogni anno a Palermo, i figli Davide e Alice, insieme al nipote Alfredo, in via Alfieri, luogo del delitto, hanno incollato alla parete un manifesto e verniciato di rosso il luogo dove è stato trovato l’imprenditore assassinato. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il presidente della Commissione regionale antimafia Antonello Cracolici, il sindaco Roberto Lagalla e i vertici della forza dell’ordine.
L’imprenditore venne ucciso alle 7.30 mentre, come tutte le mattine, si recava al lavoro nella propria azienda tessile, la Sigma. A gennaio del 1991 aveva scritto una lettera aperta, pubblicata dal Giornale di Sicilia, al suo “ignoto estorsore” per chiedergli di “risparmiare telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia”. Libero Grassi in questa sua battaglia era stato lasciato solo, soprattutto dagli altri imprenditori.
Il ricordo delle istituzioni, da La Russa a Colosimo
“Sono trascorsi 34 anni da quando l’imprenditore Libero Grassi venne ucciso a Palermo per aver detto no al pizzo e alla mafia, pagando con la vita la sua integrità. La sua testimonianza è tuttora un esempio di dignità e responsabilità che la Nazione ha il dovere di custodire e trasmettere alle future generazioni”, scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ricorda come “proprio in nome di Libero Grassi, si è sviluppata e rafforzata l’esperienza delle associazioni antiracket, a partire da quella dell’Acio di Capo d’Orlando, fondata l’anno precedente. Un movimento che ha contribuito a costruire una nuova consapevolezza: le istituzioni hanno iniziato a riconoscere la portata del fenomeno estorsivo, dando vita – su proposta di Giovanni Falcone – a una normativa specifica, e forze dell’ordine e magistratura si sono poste al fianco delle vittime”.
“Oggi, grazie ai progressi legislativi, al sostegno del mondo associativo e all’impegno delle istituzioni, chi denuncia è tutelato e risarcito, e il rischio dell’esposizione è certamente diminuito. Tuttavia, permangono ancora vaste aree di silenzio e complicità”, ha proseguito Colosimo, sottolineando che “in questo contesto, desidero esprimere la mia volontà di coinvolgere attivamente la Commissione antimafia a sostegno delle iniziative per la valorizzazione del Parco Libero Grassi ad Acqua dei Corsari, a Palermo. Ai familiari di Libero – Alice, Davide, Alfredo – e all’Associazione Parco Libero, desidero garantire il pieno sostegno della Commissione, affinché si superino ritardi e incomprensioni che ostacolano questo importante progetto”.
Per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, “la memoria di Libero Grassi continua a essere fonte di ispirazione per chi ogni giorno combatte la mafia, e le sue logiche di prevaricazione, e lavora per un’Italia più libera, forte e solidale”.
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