Il San Matteo guida lo studio contro le malattie respiratorie negli anziani
Pavia. Uno studio nazionale condotto dal San Matteo di Pavia, in collaborazione con L’università di Roma La Sapienza e l’università degli studi di Milano, ha evidenziato la diffusione e l’impatto del metapneumovirus umano (hMPV) nei soggetti anziani.
«Si tratta di un virus che provoca un ampio spettro di malattie respiratorie, fino a polmoniti, non di recente scoperta - spiega Fausto Baldanti, direttore della Virologia del San Matteo -. Esisteva già da vent’anni ma il punto è che non era stato ricercato in maniera sistematica. Prima del Covid c’erano pochi centri che si occupavano delle infezioni virali respiratorie. Dopo la pandemia si è un po’ risvegliato l’interesse generale. Che questo virus circolasse nei bambini lo si sapeva già, quello che non sapevamo con certezza è che circolasse anche tra gli adulti, soprattutto negli over 50, con un particolare tasso di gravità negli over 80».
Uno studio importante, condotto da 17 centri italiani nell’ambito della società scientifica Amcli e del Gruppo di lavoro sulle infezioni virali respiratorie, che ha permesso di analizzare 100mila campioni respiratori di pazienti, tra il 2022 e il 2024, in tutto il territorio nazionale.
«È un numero molto vasto di campioni che ha permesso di comprendere meglio la circolazione di questo virus e l’impatto che ha sulla popolazione. Ora sappiamo quanto e in che momento dell’anno colpisce, oltre alle diverse fasce di età che interessa», chiarisce Baldanti.
I risultati emersi indicano un riscontro di un terzo dei casi in persone con più di 80 anni e una percentuale del 2,4% nei soggetti ultra cinquantenni. I picchi di infezione sono stati rilevati tra febbraio del 2023 e aprile del 2024. Nelle regioni del nord-ovest, inoltre, l’hMPV è stato registrato con maggiore frequenza nei pazienti ambulatoriali rispetto a quelli ricoverati, suggerendo quindi l’ipotesi di una diversa tipologia di trasmissione del virus.
«Le informazioni emerse da questo studio sono fondamentali per poter immaginare e mettere in pratica le politiche di prevenzione, sopratutto nell’ottica di un’eventuale campagna vaccinale, non solo per i bambini ma anche per gli adulti», conclude il direttore della Virologia.
I dati raccolti rappresentano un significativo punto di partenza e una solida base per valutazioni future su strategie di sanità pubblica e potenziali campagne vaccinali, offrendo un riferimento per il potenziamento della sorveglianza di questo virus.