Condominio battuto dal tribunale: no ai lavori di ampliamento
Pavia. Si è chiusa una lunga e complessa vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti un condominio di viale Indipendenza e i suoi abitanti, da una parte, e Rete Ferroviaria Italiana insieme al Comune, dall’altra.
Tutto nasce dai lavori avviati negli scorsi anni nello stabile al civico 31, a pochi metri dalla linea ferroviaria accanto allo snodo cittadini. Qui i condomini avevano deciso di avviare un intervento di riqualificazione: non solo miglioramenti energetici e consolidamenti strutturali, ma anche nuove aperture con lucernari e terrazzi, sopraelevazioni e la trasformazione di locali prima usati come garage o magazzini in appartamenti veri e propri.
Un progetto ambizioso, ma destinato a scontrarsi con un ostacolo: la normativa che impone una fascia di rispetto attorno alle ferrovie, per ragioni di sicurezza. La legge stabilisce che tra i binari e le abitazioni ci debba essere almeno una distanza di trenta metri. In questo caso, invece, la costruzione si trova a soli sei metri dalla rotaia più vicina. Per questo motivo i condomini avevano chiesto a Rfi una deroga, ma la società ha detto no, spiegando che la vicinanza eccessiva comportava rischi troppo alti, sia per chi vive nello stabile sia per la circolazione dei treni.
Dopo il diniego, il Comune di Pavia è intervenuto sospendendo i lavori e ordinando la demolizione delle opere già realizzate. Le ordinanze sono state notificate ai singoli condomini, che hanno reagito impugnando i provvedimenti e chiedendo una sanatoria. Ma anche in questo caso la risposta è stata negativa.
La questione è quindi approdata davanti al Tar della Lombardia. I giudici hanno riunito i ricorsi e hanno confermato la posizione delle istituzioni: la fascia di rispetto ferroviaria è un vincolo di sicurezza non derogabile. I giudici quindi hanno respinto o dichiarato improcedibili la maggior parte dei ricorsi.