Valprato Soana, asta record all’Azaria: toma a 1.400 euro per la chiesa
VALPRATO SOANA. II Pian dell’Azaria, tra i prati di Campiglia, continua a essere teatro di storie che uniscono fede, memoria e comunità. Domenica 18 agosto, durante la festa del Sacro Cuore di Gesù, la tradizionale asta benefica ha riservato un nuovo colpo di scena: una toma offerta dall’azienda di Elvis Perotti è stata battuta all’incanto per la cifra straordinaria di 1.400 euro.
Ad aggiudicarsela è stato ancora una volta Henry Lombard, deciso a portarla a casa in memoria della mamma Christiane, donna profondamente legata alla famiglia Clerico e a questa valle. Un gesto che non si ferma al ricordo personale, ma diventa sostegno concreto alla comunità: l’intera somma è stata infatti devoluta alla ristrutturazione della chiesa dell’Azaria, cuore spirituale della vallata. Il risultato di quest’anno assume un significato particolare perché arriva dopo il record già registrato nel 2024. Dodici mesi fa, la stessa asta aveva raggiunto quota mille euro, sempre grazie a Lombard, nipote di Jacky Clerico, storico patron del Moulin Rouge di Parigi.Anche allora la generosità era stata dedicata alle radici familiari, un filo che si rinnova e si rafforza di edizione in edizione. Dal record passato a quello presente, la cifra cresce così come cresce la forza simbolica del gesto.
La giornata di festa, che ha visto la messa e la processione con la benedizione dell’acqua sul ponte del rio Campiglia, è stata accompagnata da una partecipazione numerosa nonostante il tempo promettesse temporali in serata.
La comunità ha saputo stringersi ancora una volta intorno al suo santuario, dimostrando come le tradizioni possano evolvere e mantenere un significato profondo.
L’asta non è solo folclore: rappresenta la capacità di una comunità di trasformare un prodotto, la toma, frutto del lavoro contadino, in un simbolo di appartenenza e solidarietà.
Lo scorso anno erano stati mille euro, oggi sono 1.400: cifre che raccontano più della cronaca, parlano di legami familiari, di devozione popolare e di un impegno che non conosce confini.
Il grande scrittore Mario Rigoni Stern definì il Pian dell’Azaria «il più bello del mondo». Ogni estate, tra questi monti, le sue parole sembrano rivivere: il paesaggio diventa scenario di una fede che non si spegne, di un affetto che attraversa generazioni e di una solidarietà capace di trasformare una semplice toma, il formaggio dei contadini, in un dono di futuro per la comunità.