Cantiere infinito per il ponte sul naviglio: «A scuole aperte tornerà il caos»
Pavia. Dopo 13 mesi senza ponte di viale Ludovico il Moro, la protesta dei residenti si riaccende: una decina quelli che si sono dati appuntamento ieri mattina, per non lasciare che i disagi di un cantiere mai davvero avviato passino sotto silenzio: «E con la riapertura delle scuole vivremo un nuovo caos» dice Giovanna Riccardi, residente della zona ed ex consigliera comunale di Azione, che ha lasciato il Mezzabarba per via di alcuni dissapori interni al partito. «La ditta che ha ottenuto l’appalto non ha fatto quasi nulla e il ponte è ancora abbandonato in viale della Repubblica: attendiamo di sapere come l’assessora ai Lavori pubblici Alice Moggi sbloccherà questa situazione, che nel corso dei mesi è diventata sempre più imbarazzante».
Termini scaduti
Il termine ultimo per concludere i lavori di manutenzione (affidati ad aprile scorso a una ditta di Avellino) è scaduto 24 agosto, ma poco o nulla è stato fatto per rimettere in sesto il ponte bailey da circa 15 metri. Nei giorni scorsi il Comune ha inviato un ultimatum alla ditta, dicendo che se i lavori non partiranno entro il primo settembre l’appalto verrà revocato. Nonostante i tentativi di mitigare i disagi (tra questi c’è la passerella pedonale installata a giugno) ancora una volta i tempi si stanno allungando: in questa fase, non si sa ancora quanto ci vorrà per riparare l’attraversamento.
A più di un anno dalla chiusura alle auto del ponte (era luglio del 2024) i cittadini chiedono risposte: «Dopo 13 mesi siamo di nuovo al punto di partenza» dice Alessandro Bertoglio, attivista del comitato per la riapertura del ponte sul Naviglio. Nei mesi scorsi, il gruppo ha organizzato diverse proteste e una partecipata raccolta firme – l’hanno sottoscritta in più di 300 – per chiedere al Comune di far presto con i lavori di manutenzione sul ponte. «Abbiamo ricevuto giustificazioni irricevibili dall’amministrazione, per questo chiediamo di essere ricevuti al primo consiglio comunale utile, affinché la politica ascolti i nostri disagi».
«Tempistiche avventate»
Al presidio di ieri ha partecipato anche Paolo Walter Cattaneo, candidato sindaco alle amministrative dell’anno scorso. «Credo che fin dall’inizio il Comune abbia fornito tempistiche avventate per le riparazioni – afferma Cattaneo – tempistiche che i cittadini si aspettavano fossero rispettate. Al di là dei problemi burocratici e delle responsabilità della ditta, è un atteggiamento difficile da accettare. Va ricordato che le lungaggini subite dal cantiere del Ghisoni furono duramente criticate da esponenti dell'attuale amministrazione quando erano all'opposizione. Adesso servono scelte rapide per far partire i lavori dando tempistiche credibili. Se si dovesse ricorrere a un’altra impresa presa dalla graduatoria della gara, si rischia di concludere a giugno del prossimo anno».