Domenica al voto, c’è il referendum per fondere Lirio con Montalto
Si vota domenica 20 settembre, dalle 7 alle 23, per l’incorporazione di Lirio nel territorio di Montalto Pavese. Il referendum verrà sottoposto agli abitanti di entrambi i paesi (a Lirio si vota in municipio, a Montalto in palestra) che saranno chiamati a rispondere al seguente quesito: «Volete che il Comune di Lirio sia fuso per incorporazione nel Comune di Montalto Pavese?».
Come funziona
Perché il risultato sia valido occorre che si rechi alle urne il 25% degli aventi diritto (che sono circa 185 a Lirio e 870 a Montalto) e che in tutte e due le località si registri il 50% +1 del medesimo risultato. Cioè: almeno il 25% degli abitanti di Lirio e il 25% di quelli di Montalto devono essere concordi sul sì o sul no. Se il risultato fosse discordante o se uno dei due paesi non raggiungesse il quorum, allora il referendum sarà ritenuto nullo e non potrà essere riproposto per almeno 7 anni.
Le conseguenze
Che conseguenze avrà, se dovesse vincere il sì, questa operazione che in gergo tecnico si chiama “fusione per incorporazione”? Lirio, che sta uscendo dall’Unione con Pietra e Rocca de Giorgi e non ha le forze (banalmente, non ha più nemmeno un dipendente comunale) per sopravvivere da solo, diventerebbe una frazione di Montalto Pavese, il quale non subirà alcuna modifica (manterrà nome, amministrazione e organizzazione) perché Lirio presenta un’estensione contenuta (circa un chilometro quadrato per duecento abitanti) e un debito molto basso.
Il vero affare che scaturirebbe da questa unione è il beneficio economico: uno studio di fattibilità redatto dalla Fondazione Romagnosi ha prospettato l’arrivo di un contributo di statale straordinario di oltre 4,4 milioni di euro in 15 anni destinati a investimenti, manutenzioni e servizi pubblici. Le due amministrazioni (quella di Lirio guidata da Elisabetta Magnani e quella di Montalto guidata da Paolo Repossi) si aspettano peraltro anche una riduzione dei costi fissi e un rafforzamento dei servizi per entrambe le comunità, tutti motivi per cui caldeggiano la scelta della fusione. In caso di vittoria del sì, i due Comuni diventerebbero uno solo da gennaio.
Se dovesse vincere il no, il futuro è più incerto: si dovranno stringere comunque accordi con un altro Comune (forse Pietra o Montecalvo) perché in ogni caso il futuro di Lirio non può essere da solo. Lirio non è il primo Comune della provincia a tentare la fusione per incorporazione: negli anni scorsi Genzone è stato inglobato da Corteolona, Albaredo da Campospinoso, Bastida da Cornale, mentre Canevino Ruino e Valverde hanno creato il nuovo Comune di Colli Verdei. Si ricordano anche casi in cui il referendum non è passato: è successo a Filighera e a Belgioioso e a Carbonara e Villanova.