A Pontida la Lega di Vannacci In 250 dalla provincia di Pavia
PAVIA. Saranno 250 i pavesi che questa mattina partiranno alla volta di Pontida, per il tradizionale raduno della Lega. Due autobus da 50 passeggeri l’uno e poi i mezzi privati per raggiungere il prato in provincia di Bergamo, tanto caro all’immaginario leghista e assistere alla prima edizione con la presenza, nel ruolo di vice segretario federale del generale Roberto Vannacci che, in occasione delle ultime elezioni europee, totalizzò più di mezzo milione di preferenze tagliando fuori da Strasburgo il campione pavese di preferenze, ovvero Angelo Ciocca.
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Vannacci moderato
La figura di Roberto Vannacci non andrebbe a genio a tutti all’interno della Lega, a partire dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Il marcato nazionalismo e il posizionamento all’estrema destra del generale della Folgore, mal si concilierebbe con il federalismo del Carroccio. Ma ieri pomeriggio, all’anteprima di Pontida giovani, l’europarlamentare è stato accolto da cori che dicevano “Vannacci è moderato, noi no, noi no”.
Il segretario provinciale della Lega, Jacopo Vignati, non vede pericoli di “vannaccizzazione” per la Lega di Salvini: «Lui è in sintonia con il pensiero della Lega – dice – e in passato abbiamo accolto nel movimento anche altri, come Borghi, Bagnai, Siri, Pillon quindi non vedo dove stia il problema con Vannacci». Vignati partecipa al raduno di Pontida dal 2006, quindi sta per compiere i primi vent’anni di presenza sul prato. «Quest’anno – prosegue – metteremo in primo piano i problemi del Nord, primo fra tutti il costo della vita nelle grandi città come Milano. Un tema con il quale i cittadini devono sempre più fare i conti e che riguarda non solo i milanesi, ma anche tutti quei pavesi che, da pendolari, frequentano Milano e devono quindi adeguarsi ai suoi costi». Sul prato dovrebbe essere allestito anche un gazebo tutto dedicato al Nord.
La sicurezza
Ma cosa si aspettano dalla Pontida 2025 gli altri segretari territoriali del Carroccio?
Dall’Oltrepo, l’assessora regionale Elena Lucchini, dice: «Pontida è il cuore della nostra storia e della nostra comunità. Sarà, come sempre, un momento di unità e di slancio per costruire insieme il futuro». Riguardo al vice segretario federale, invece, il segretario cittadino di Vigevano, Andrea Sala, commenta: «Vannacci ha rafforzato l’immagine della Lega su un tema storico per il nostro movimento che è la sicurezza».
Ma Pontida non sarà solo Vannacci. “Liberi e forti” è lo slogan scelto per il 37esimo raduno leghista. Il manifesto richiama quello storico di 35 anni fa, con il giuramento di Pontida. Era il 1990: Umberto Bossi scelse la cittadina nelle valli bergamasche dove nacque la Lega Lombarda che si unì contro il Sacro Romano Impero nel 1167 per radunare i leghisti, prendendo spunto dalle Giornate della gioventù ideate da Giovanni Paolo II per organizzare la kermesse. Oggi i big, i ministri e i governatori leghisti si alterneranno sul palco insieme ad alcuni ospiti internazionali. Tra gli altri, ci saranno Jordan Bardella del Rassemblement National di Marine Le Pen; Santiago Abascal, leader di Vox, e Flavio Bolsonaro, il senatore figlio dell'ex presidente brasiliano Jair, condannato a 27 anni e 3 mesi per tentato colpo di Stato. E il segretario federale Matteo Salvini, in sella dal 2013, batterà ancora sul tema dell’erede di Luca Zaia alla guida del Veneto.